Il Tirreno

Pistoia

Due anni per il falso pm

M.D.
Sopra la conferenza stampa in cui i carabinieri hanno portato alla luce la storia del falso pm A lato lo studio di Casalguidi in cui “esercitava” l’uomo
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Sopra la conferenza stampa in cui i carabinieri hanno portato alla luce la storia del falso pm A lato lo studio di Casalguidi in cui “esercitava” l’uomo

Ha tentato di estorcere denaro a un imprenditore

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 CASALGUIDI. Sostituto procuratore della Repubblica ad Arezzo, il suo ufficio distaccato a Pistoia era tappezzato di diplomi di laurea, premi, rinoscimenti, attestati di specializazione, articoli di giornale che celebravano la sua professionalità. Peccato che fosse tutto falso.  Un millantatore che del giudice aveva soltanto una preziosa toga fatta su misura da una sartoria romana. Una messa in scena, come quell'armadio pieno di faldoni con tanto di numero di iscrizione nel registro dei reati scritto ben in vista sulla costola: all'interno, solo riviste di cucina.  Una messa in scena che però, per almeno cinque anni, aveva funzionato: da quantificare, ma, senza dubbio, molti, i soldi che interpretando il ruolo di pm d'assalto era riuscito a spillare a un imprenditore di Pistoia, indotto a credere di aver bisogno del suo aiuto per risolvere vicende che lo vedevano vittima di errori giudiziari, di minacce oppure di spionaggio industriale.  Ai polsi del 52enne pistoiese (di cui gli inquirenti non hanno mai reso note le generalità) le manette erano scattate lo scorso gennaio, con l'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip al termine di un'indagine portata avanti dai carabinieri della sezione di polizia giudiziaria della procura assieme ai colleghi della Compagnia di Pistoia e della Stazione di Casalguidi. L'altra mattina, ammesse le responsabilità attribuitegli, il "giudice dandy" - come lui stesso, vantandosi del suo elegante modo di abbigliarsi, si era soprannominato in alcuni degli articoli di giornale rimaneggiati con dei fotomontaggi - ha patteggiato la pena davanti al gip del tribunale: 2 anni di reclusione e 600 euro di multa, per i reati di millantato credito e tentata estorsione. La celebrazione del rito alternativo addirittura nella fase delle indagini preliminari, ha permesso all'uomo di ottenere un considerevole sconto sulla pena prevista dal codice penale.  Dalle indagini è emerso come l'imprenditore vittima del quinquennale raggiro fosse realmente convinto di avere a che fare con un tutore della legge, che metteva in moto intercettazioni, pedinamenti, indagini e conseguenti mandati di cattura per sbattere in galera i "cattivi" che avevano preso di mira lui e la sua azienda (mentre in realtà era il falso pm a creare documenti giudiziari o messaggi minatori ad hoc per farglielo credere). E i soldi che gli consegnava erano a titolo di rimborsi dei costi sostenuti per tali attività investigative, giustificati con tanto di note spese. Nell'ufficio che l'arrestato aveva a Casalguidi, i carabinieri hanno sequestrato false lauree (della Bocconi in Economia, dell'Università di Firenze in Giurisprudenza), attestazioni di magistrature nazionali (Corte Costituzionale, procure di Arezzo, Pistoia, Massa Carrara), carta intestata di varie autorità giudiziarie (tribunale di Piacenza, Pistoia, Massa Carrara, Corte Costituzionale), biglietti da visita, timbri, documenti di riconoscimento per magistrati, tessere della procura di Arezzo, distintivi dell'Fbi, falsi articoli autocelebrativi di noti quotidiani nazionali con sue foto e l'indicazione delle sue gesta quale magistrato impegnato contro la camorra.

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