Gioco
Nasce a San Marcello l'auto del futuro a trazione elettrica
Sauro Romagnani
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Un disegno del Vip e il gruppo di creatori del progetto 2 MINUTI DI LETTURA
MARESCA. C'è anche la ditta Filoni di Maresca fra le 4 imprese protagoniste del progetto Vip, la macchina elettrica che verrà inaugurata a Pistoia a giugno e che è stata studiata per un servizio di car-sharing. Le altre sono la Argos Engineering, il Centro sviluppo progettazione ricerca e attività industriali Calamai e Agresti e la Cabel, tutte di Pistoia. Aziende con alle spalle una consolidata esperienza nel settore ferrotranviario, ma anche in altri settori. Queste quattro aziende, tutte srl, hanno spontaneamente stabilita una collaborazione per sviluppare un progetto nel quale credono fermamente e, per il quale, si sono fortemente impegnate da un punto di vista tecnico e finanziario. Uno spin off? Non ancora. Per il momento solo una Ati (associazione temporanea d'impresa). Il progetto? «realizzare il primo veicolo elettrico a trazione elettrica». Perché il primo, ce ne sono ormai diversi? «E' il primo progetto di veicolo elettrico non derivato da una esperienza automobilistica. Anzi, ci siamo voluti scostare dal tradizionale modello di auto. Lo possiamo affermare, questo è proprio un prototipo originale». Quali sono le sue caratteristiche peculiari? «E' un qualcosa che si pone fra il veicolo automobile e un tram. E' progettato col criterio della modularità, cioè con più configurazioni. Il prototipo che sarà pronto prima della fine dell'estate sarà un sette posti, ma il progetto prevede anche veicoli a tre o nove posti. Mediamente l'autonomia è sui 150 chilometri, tenendo una velocità da 50 a 70 chilometri orari. Essenzialmente è un veicolo urbano dotato dei più avanzati sistemi di sicurezza. Dire avveniristici non è esagerato». Chi dovrebbe usare e come un veicolo del genere? «Tutti. O meglio tutti coloro che hanno l'auto e la usano solo per la città. Questo è un veicolo che può anche essere acquistato privatamente, ma l'impiego più logico sarebbe un uso pubblico. E' necessario anzitutto un cambio di mentalità. Questi veicoli potrebbero essere acquistati da enti pubblici, come comuni o province o altri e messi a disposizione a chiamata. Il sistema è semplice, un utente potrà, mediante il proprio telefonino o computer, noleggiare il veicolo. Lo stesso telefono o computer dirà all'utente dove si trova il mezzo libero più vicino. L'utente l'userà e lo lascerà, dove crede, dopo l'uso». Viene da chiedersi se avete avuto finanziamenti pubblici per un progetto che è molto ambizioso e pensiamo anche costoso... «Per il momento abbiamo richiesto un contributo alla Regione Toscana che ha approvato e accettato il progetto. Siamo in attesa che ci sia erogato. Intanto ci siamo autofinanziati per un importo che supera i due milioni di euro, che nella situazione economica attuale non è lieve». Dove realizzerete i veicoli? «Il primo sarà assemblato in montagna, nell'azienda Filoni. Quelli in serie vedremo».
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