Sicurezza
Ospedale, il paese si mobilita
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Lospedale Pacini di San Marcello ancora al centro di polemiche Volantini e proteste contro i tagli e l'immobilismo dei politici
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S.MARCELLO. Questa volta sono gli stessi abitanti di San Marcello a fare la voce grossa in difesa dell'ospedale Pacini minacciato dal taglio della chirurgia. I cittadini, attraverso un volantinaggio partito ieri sui muri di San Marcello, frazioni e altri comuni della montagna, intendono svegliare le istituzioni locali dal torpore in cui sembrano cadute. «Ospedale sì, ospedale no, basta questa lenta agonia» recita il volantino. «Fateci sapere qualcosa e alla svelta - prosegue - altrimenti noi indiani della montagna provvederemmo, chiedendo ai grandi della terra, l'invio di tende per la nostra sopravvivenza». Traspare il malumore di non aver ancora saputo nulla di preciso riguardo alla sopravvivenza dell'ospedale. Da quando, circa due mesi fa, l'azienda sanitaria pistoiese ha lanciato l'allarme dei probabili tagli nella sanità provinciale ci sono state assemblee pubbliche con grossa partecipazione di pubblico. Il Pd montano ha fatto un'incontro con l'assessore alla sanità regionale, sullo stesso piano si è mosso il Pdl con i suoi sostenitori, le varie associazioni del volontariato si sono attivate. Ci sono stati due incontri tra tutti i sindaci della provincia e nell'ultimo, quello del 7 aprile, poco o nulla è stato detto sul nosocomio di San Marcello, anche il sindaco di San Marcello si arrabbiò molto. A tal proposito Emiliano Bracali, presidente dell'associazione Zeno Colo' in difesa dell'ospedale Pacini, vuole far sentire la sua voce: «Sono molto preoccupato perché non c'è chiarezza in quello che è sempre stato detto, poi nella riunione della conferenza dei sindaci poco o nulla è saltato fuori, sono preoccupato perché se avvenisse la chiusura della chirurgia del Pacini sarebbe un colpo terribile e mortale per l'intera montagna, non abbiamo ancora capito se la volontà è un ridimensionamento del nosocomio, oppure la chiusura del reparto, devono essere chiari, anche perché l'assessore alla sanità Scaramuccia ebbe a dire che vuole assistere tutti i malati, ma qua siamo in montagna, la logistica è quella che è, se un malato viene portato ad esempio a Genova lo assistono ovvio, ma è lontano, si mette a rischio anche l'ambiente familiare del paziente. Poi l'Usl 3 deve essere più chiara. Tutti gli ospedali hanno un reparto di chirurgia, anche per le necessità interne del paziente in altri reparti, se succede qualcosa che si fa? Si chiama l'elicottero?»
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