Il Tirreno

Pistoia

Il recupero dell’imposta in base alle verifiche sulle residenze disgiunte

In arrivo centinaia di avvisi per pagare l'Ici arretrata

Uno scorcio di San Marcello Nell’altra foto il sindaco Carla Strufaldi (a sinistra) col vicesindaco Luisa Soldati
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Uno scorcio di San Marcello Nell’altra foto il sindaco Carla Strufaldi (a sinistra) col vicesindaco Luisa Soldati

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 S.MARCELLO. Tempi duri per i furbetti del quartierino. Si potrebbe anche parlare in questo modo del tentativo che, fra pochi giorni, l'amministrazione guidata da Carla Strufaldi metterà in piedi, cercando di recuperare probabilmente qualche decine di migliaia di euro da chi non paga o ha cercato di non pagare l'Ici sulle seconde case. Lo annuncia il vice-sindaco Luisa Soldati in una nota che appare anche un tentativo di fare cassa, una mini-finanziaria che l'ente montano non disdegna, visti gli imminenti tagli governativi sulle finanze degli enti locali.  «L'amministrazione Comunale di San Marcello Pistoiese ha dato il via alle verifiche sulle residenze disgiunte dei coniugi per il recupero dell'Ici - inizia la nota del vice sindaco - e le verifiche, dai primi controlli anagrafici effettuati, riguarderanno alcune centinaia di soggetti».  La decisione dell'amministrazione di dare il via a questa azione è arrivata dopo la sentenza della Corte di Cassazione numero 14389 del giugno 2010. Questa sentenza ha stabilito che, il contribuente che vive abitualmente in un immobile del quale è proprietario, non ha diritto all'esenzione Ici prevista per l'abitazione principale, se il resto della famiglia vive in un altro appartamento. Una condizione che, evidentemente, è abbastanza diffusa in montagna se l'amministrazione ritiene di poterci ricavare somme importanti.  In base a tale disposizione l'immobile deve essere ritenuto "abitazione principale", con diritto all'esenzione dall'imposta, soltanto se nello stesso risiedono sia il contribuente sia i suoi familiari.  Quindi i coniugi possono beneficiare dell'esenzione Ici su due fabbricati solo se è intervenuta fra loro una sentenza di separazione.  Pertanto, vi sono dei criteri generali da seguire per il corretto versamento dell'imposta. Eccoli.  Nell'ipotesi in cui il nucleo familiare sia costituito anche da figli, sarà considerata abitazione principale - e quindi esente dall'imposta comunale sugli immobili - solo quella ove è stabilita la residenza del coniuge e dei figli e non quella dell'altro coniuge residente altrove.  Inoltre, qualora non vi siano figli sarà considerata abitazione principale quella stabilita nella zona del luogo di lavoro. Se i coniugi lavorano in zone distinte, la prova della qualità di "abitazione principale" dovrà essere fornita dal contribuente.  Alla luce del principio dettato dalla Corte di Cassazione, il Comune provvederà a recuperare l'Ici non versata, per le annualità non cadute in prescrizione; il recupero dell'imposta avverrà, al contrario di quanto applicato in altri comuni, senza l'applicazione di sanzioni e interessi.  Per eventuali ulteriori informazioni, si può contattare l'ufficio comunale tributi telefonando al numero 0573 621285.

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