Il Tirreno

Pistoia

«Mamma Ebe, una credente carismatica»

Una piccola folla di persone attende Mamma Ebe all’uscita del tribunale
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Una piccola folla di persone attende Mamma Ebe all’uscita del tribunale

Per i difensori della Santona, nessuna mistificazione né truffa

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 PISTOIA. «Vogliamo dimostrare che Ebe Giorgini è una credente nella fede della Chiesa, una credente carismatica. Solo se lei non fosse una credente si potrebbe definire una mistificatrice e accusarla di truffa». Replicando al pm Francesco Sottosanti nelle fasi preliminari dell'udienza, l'avvocato Danilo Ammannato ieri ha alzato un po' il velo sulle tesi che userà per difendere la sua cliente, Ebe Giorgini, dalle accuse di associazione a delinquere finalizzata all'esercizio abusivo della professione sanitaria e alla truffa aggravata.  Ed in effetti l'atteggiamento di una parte del numeroso pubblico (circa trenta persone) che affollava ieri mattina l'aula collegiale del tribunale era proprio quello che si riserva ad un leader spirituale. All'ingresso e all'uscita dall'aula, una piccola folla si è radunata per salutare la santona di San Baronto: tanti i «Ciao mamma» destinati alla Giorgini, che si muoveva sottobraccio alle guardie carcerarie con cui era venuta dal carcere di Sollicciano, dove si trova dal giorno dell'arresto, l'11 giugno scorso. Impeccabile in un tailleur scuro rigato, Ebe Giorgini. Senza gioielli, con i capelli raccolti in una coda. Pallida, non ha rivolto saluti particolari ai suoi sostenitori.  Con l'udienza di ieri è entrato nel vivo il secondo processo aperto contro Mamma Ebe, 78 anni, al tribunale di Pistoia, quello per i fatti avvenuti a Villa Gigliola, sul San Baronto, dal 2005 al giugno 2010. La donna è accusata insieme al marito Gabriele Casotto, 56 anni, e ad altri 11 imputati (una, Anna Chiara Carteri, residente a Larciano, nel frattempo è deceduta).  Il primo atto è stato l'affidamento, da parte del tribunale (presidente Luca Gaspari, a latere Rosa Selvarolo e Patrizia Martucci) di una perizia medica sulle condizioni di salute della principale imputata, per verificare se siano o meno compatibili con la detenzione, anche in strutture sanitarie penitenziarie. L'incarico è stato affidato alla dottoressa Barbara Masini, che nei prossimi giorni visiterà in carcere Ebe Giorgini e depositerà le sue valutazioni ai primi di maggio. Periti di parte saranno Giuliano Piliero per la procura e Giancarlo Martone per la difesa.  Si è poi passati alle eccezioni procedurali sostenute in particolare dall'avvocato Ammannato, insieme al collega Giovanni Majo. Due, in particolare, gli affondo contro il decreto di rinvio a giudizio e il capo di imputazione nei confronti degli imputati. Il primo: troppo vago nell'indicare come persone offese quelle che sono venute in contatto con Mamma Ebe nel periodo indicato. Così si utilizza una categoria, non persone specifiche, e si limita la capacità degli imputati di difendersi. Il secondo: assurde le accuse nei confronti di Ebe Giorgini di essere un punto di riferimento morale e spirituale e di spaventare gli adepti con la minaccia della presenza costante del demonio. Essere un "punto di riferimento" non può essere un'accusa, quanto al demonio, la sua presenza reale rientra nella dottrina della Chiesa.  Pronta la replica del pm Francesco Sottosanti: la mancanza dell'indicazione precisa delle persone offese non invalida il decreto di rinvio, quanto al resto Ebe Giorgini è già stata condannata più volte per reati uguali a quelli che le vengono contestati a Pistoia. Il tribunale - dopo quindici minuti di camera di consiglio - ha dato ragione al pm respingendo le eccezioni della difesa.  I giudici hanno anche respinto la richiesta dei difensori degli imputati di ascoltare in udienza il presidente dell'Associazione internazionale degli esorcisti: il tribunale non ne avrà bisogno per conoscere quali sono i dettami della dottrina cattolica.  Il luogotenente Salvatore Maricchiolo, comandante dei carabinieri di Quarrata, era già pronto a deporre, ma gli avvocati difensori, in blocco, hanno ammesso di non essere pronti, ritenendo che nell'udienza di ieri ci si limitasse ai preliminari. L'interrogatorio di Maricchiolo e degli altri testi del pm è stato rinviato a 16 maggio.

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