Sicurezza
«Anziani malnutriti nelle residenze assistite»
Eleonora Ferri
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Anziani in una Rsa Per superare il problema nasce un progetto dell'Asl finanziato dalla Fondazione Caripit
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PISTOIA. Un progetto di ricerca scientifica che nasce e si sviluppa sul territorio pistoiese e che porta alla luce la problematica molto diffusa della malnutrizione, in particolare nei soggetti anziani residenti nelle Rsa (ovvero le residenze sanitarie assistenziali). "Nutrirsi meglio in Rsa. La cura del cibo come buona pratica", è promosso dall'unità operativa Igiene degli alimenti e nutrizione della zona pistoiese in collaborazione con il dipartimento di sanità pubblica dell'università degli studi di Firenze e finanziato dalla Fondazione Caripit per 50mila euro. «Durante gli scorsi anni sono stati fatti degli studi che hanno evidenziato la presenza di problematiche di malnutrizione all'interno delle nostre strutture istituzionalizzate, ovvero le Rsa. Da qui la convinzione di intervenire su questa problematica» spiega Renzo Berti in veste di direttore dell'unità operativa igiene degli alimenti, durante la conferenza stampa che si è tenuta ieri. Gli studi su questo fenomeno sono infatti iniziati nel 2007 in collaborazione con l'università di Firenze, e si concretizzano oggi verso un miglioramento del servizio delle Rsa. In concreto sarà attivata una ricerca dettagliata rivolta a tutti gli anziani residenti nelle Rsa di Bonelle, Cantagrillo, Villone Puccini, Le Lame e Villa Serena per rilevare se sono presenti anziani a rischio di malnutrizione. In seguito il lavoro consisterà nel dotare ogni Rsa di una bilancia che possa consentire di pesare gli anziani anche in condizioni di immobilità e di monitorare e valutare l'andamento del peso, proponendo scelte nutrizionali semplici e a basso costo ma più appropriate ai bisogni della singola persona. A questo proposito è stato già avviato un percorso di formazione degli operatori a tutti i livelli. Questo progetto inoltre, risponde anche al «bisogno di verifica del servizio sanitario da parte dell'ente pubblico - spiega Alessandro Scarafuggi - è un piano che con metodi molto semplici vuole cercare di garantire non solo la qualità dei servizi ma anche la presenza di quegli elementi che possano migliorare l'assistenza complessiva nei confronti degli anziani, che rappresentano per il futuro una parte rilevante della nostra popolazione». Basti pensare che ben il 15% della popolazione è ultra 75enne, e il problema della malnutrizione negli anziani istituzionalizzati copre, secondo statistiche europee, circa l'85% dei pazienti.
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