Il dolore
«Un'operazione lineare»
Tiziana Gori
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I soci votano le modifiche allo Statuto Bardelli sicuro, ma è quasi certo il ricorso di Bagnale
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PISTOIA. «L'Aias di Pistoia è di 400 e più soci che hanno detto: non siamo più Aias. Riprendiamo i nostri dipendenti, i nostri contratti, e costruiamo qualcosa di nuovo». Il commissario Giulio Francesco Bagnale farà ricorso?. Quasi certo, ma secondo Luigi Bardelli l'operazione portata a termine sabato è stata «lineare». L'Aias di Pistoia lascia la casa madre, per volere della maggioranza dei soci, in un'assemblea legittimata dal giudice per le esecuzioni, e approva le modifiche al proprio Statuto, che ne sanciscono l'uscita dall'Aias nazionale e il cambio di nome in Associazione pistoiese per la riabilitazione. Dando per certo il ricorso dell'Aias nazionale, rappresentata da Giulio Francesco Bagnale, inviato un anno fa a commissariare l'associazione di via San Biagio, altri nodi da sciogliere fanno pensare che le cose non fileranno lisce come si aspettano, si augurano, credono sulla base di consulenze fornite da un prestigioso studio legale bolognese esperto in materia, i soci della neo nata Associazione. Primo nodo: la convenzione tra Aias Pistoia e Asl, scaduta il 31 dicembre, prorogata in un primo tempo fino al 31 marzo e poi fino al 30 aprile. Questione di pochi giorni dunque, e dovrà essere deciso con chi sarà eseguito il rinnovo. «L'Asl - afferma Bardelli - dovrà decidere se stipulare la nuova convenzione con il consiglio, o con Bagnale, che non rappresenta nessuno». Perché secondo il presidente del consiglio direttivo, Bagnale adesso è commissario «di un guscio vuoto. Un uomo solo. Non so con quale coraggio si presenterà a chiedere convenzioni». L'uscita dall'Aias nazionale è possibile?. Secondo Bardelli sì, e ricorda che è lo stesso Statuto dell'Aias nazionale a prevederlo, all'articolo 8, ultimo comma. «L'Aias poi non vive sulle sezioni. Siamo stati noi, 46 anni fa, a decidere di entrare a farne parte, e ora decidiamo di uscirne». Portandosi dietro, come associazione fra privati, non giuridicamente riconosciuta, tutti i contratti in essere. «Non è nata un'altra associazione, è l'Aias che si stacca, cambia nome e continua. I contratti legati all'Aias proseguono con l'Associazione pistoiese per la riabilitazione». La Fondazione Santa Maria Assunta in Cielo, proprietaria degli immobili, che concedeva in comodato d'uso gratuito all'Aias Pistoia, non dovrà «sfrattare nessuno. Gli immobili - dice Bardelli - sono della Fondazione. Lo Statuto, modificato, dice che l'Associazione per la riabilitazione ha rapporti con la Fondazione anziché l'Aias. Non c'è da cambiare nulla». I dipendenti?. Giulio Francesco Bagnale ha affermato che non è intenzione dell'Aias licenziarli, e che dovranno essere loro a farlo, eventualmente, ed essere riassunti dall'Associazione pistoiese per la riabilitazione. «Se abbiamo ragione noi - dice Bardelli - non saranno licenziati e riassunti. La gestione è la stessa che li aveva assunti, passano automaticamente all'Associazione pistoiese per la riabilitazione».
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