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Misericordia, un anno di sacrifici

Misericordia, un anno di sacrifici

I tagli costringono a rinunciare ai medici sulle ambulanze

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La Misericordia di Montale chiude il bilancio 2010 in attivo ma già si prepara a un 2011 nero. I tagli dell'Asl pesano come macigni sulle spalle dell'associazione e il neo eletto presidente Massimiliano Pieroni annuncia un'annata difficile. Dallo scorso 15 marzo è iniziata la lista delle rinunce: «Siamo stati costretti a eliminare alcune voci di spesa come i medici che avevamo sulle nostre ambulanze» spiega il presidente. «Nelle situazioni d'emergenza - precisa però Pieroni - questa figura, vista la presenza del dottore del 118, non poteva comunque intervenire».  Venerdì sera, in sede d'approvazione di bilancio, la nuova guida della Misericordia ha comunque ribadito con ferrea volontà l'intenzione del gruppo: «Mantenere tutti i servizi».

L'impresa («La situazione è diventata difficile e lo sarà ancora di più con le mancanze già annunciate per il 2012» dice Pieroni), richiede forza e impegno ma dal gruppo montalese sono già pronti a lavorare. Ecco perchè il ringraziamento più grande del presidente è andato ai volontari. «Sono la nostra forza, la Misericordia va avanti perchè c'è gente che dedica tutto al volontariato».  «E' solo grazie ai volontari - prosegue - che nel 2010 abbiamo sfiorato i diecimila servizi. Ho intenzione di organizzare delle riunioni periodiche proprio per rafforzare ancora di più il rapporto con questa grande risorsa». Lo stesso pensiero è rivolto anche alla cittadinanza: «Il nostro gruppo vorrà essere presente in tutte le occasioni possibili».

Ed è proprio grazie a questo impegno diretto e ben radicato nel territorio che la Misericordia, di anno in anno, raggiunge numeri sempre più alti in tutti gli ambiti di competenza. Forte e sentito infine il pensiero di Pieroni per il compianto presidente Giovanni Pierattini, scomparso nel novembre 2010. «Senza di lui non avremmo mai avuto questa sede», ha detto dal salone di via Martin Luther King. «Giovanni si è esposto in prima persona, ha impegnato il suo tempo e non solo per la struttura che oggi abbiamo». B.F.

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