La manifestazione
La congiuntura. Il fatturato ha ripreso a crescere e anche lexport tira
Il tessile è ancora il settore di punta
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Operaia al lavoro 2 MINUTI DI LETTURA
AGLIANA. Nel quadro di una economia artigiana pistoiese che ancora non è riuscita a superare la crisi e dove segni negativi caratterizzano i principali macro-comparti, il tessile rappresenta ancora oggi il settore più importante del comparto manifatturiero: lo sostiene Andrea Bargiacchi, responsabile della Cna della Piana Pistoiese. E questo nonostante i dati demografici mostrino senza mezzi termini come il settore si sia drasticamente assottigliato rispetto ai periodi d'oro del distretto. Secondo i dati della Camera di Commercio di Prato, Movimprese, relativi al III trimestre 2010, fra le aziende di nuova costituzione del manifatturiero nel Distretto tessile (534), le nuove aziende che operano nel settore tessile rappresentano meno dell'8% (42). Nel 2009, stesso periodo, sempre secondo i dati dell'ente camerale pratese, la percentuale era di poco inferiore al 4%. Però si trattava di valori estremamente più elevati in valore assoluto (220 nuove aziende tessili su un totale di 5.807 nuove iscrizioni nel manifatturiero). D'altro canto però, i dati relativi al fatturato testimoniano di un settore che, seppur ridotto numericamente, sembra rispondere abbastanza bene ai timidi segnali di ripresa che alcuni continuano ad annunciare. Per quanto riguarda il fatturato del tessile pistoiese, gli ultimi dati disponibili (Progetto Trend, Cna toscana) mostrano una variazione positiva di circa il 4% fra il 1º semestre 2009 e il 1º semestre 2010. Il dato deve essere letto positivamente, soprattutto se giudicato in relazione all'andamento del manifatturiero inteso nel suo complesso, che si attesta sul - 6,4%. Il tessile, rappresenta ancora il settore che pesa di più sul fatturato complessivo del comparto (48,3 milioni di euro su un totale manifatturiero di 108,1 milioni) in linea con l'aumento del dato generale delle esportazioni e del commercio internazionale. Questo non stupisce, considerato che il tessile è storicamente un settore export-oriented, seppur prevalentemente conto terzi. Non tutti i dati sono però positivi. Si registra infatti una flessione delle retribuzioni, che comunque può essere ricondotta alla specificità delle imprese artigiane ed in particolare all'utilizzo del lavoro prestato dai titolari, che ovviamente assume maggiore rilevanza a seguito dei periodi di crisi. Ad ogni modo è evidente che dopo la moria di aziende che ha caratterizzato gli anni passati, coloro che sono riusciti a resistere sono stati quelli che hanno saputo qualificare le proprie produzioni, magari specializzandosi in qualche nicchia più riparata dalla concorrenza dei paesi emergenti. Oppure coloro che, seppur a fronte di sforzi economici notevoli, hanno continuato ad investire non solo in termini di macchinari, ma anche dal punto di vista organizzativo e gestionale.
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