Toscana
Tre tunisini sono fuggiti, 25 se ne andranno e gli altri resteranno qui
Consegnati a 37 profughi i permessi di soggiorno
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Un profugo mostra il passaporto appena consegnato Sopra altri tunisini in attesa del documento in Questura 2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Eccolo l'agognato pezzo di carta. Consentirà ai profughi di scegliere se rimanere a Pistoia o comunque in Italia, oppure andare all'estero, dai parenti o verso la destinazione che si erano prefissati. Ieri mattina sono arrivati in Questura i permessi temporanei di soggiorno per motivi umanitari, con relativo titolo di viaggio. Hanno la durata di sei mesi e con questi passaporti i profughi tunisini possono girare liberamente in tutti i Paesi dell'Unione europea. I tunisini ieri mattina sono scesi dalla Casa vacanze di Lizzano, nel comune di San Marcello. Erano accompagnati dal personale della cooperativa Mise, dalla mediatrice culturale della Provincia e dagli altri volontari della Misericordia che si sono occupati di loro in queste due settimane di permanenza forzata sulla montagna pistoiese. Ad accoglierli, oltre al personale della Questura, c'erano il questore Maurizio Manzo e la presidente della Provincia, Federica Fratoni. In tutto, sono stati consegnati 37 permessi di soggiorno rispetto ai quaranta tunisini arrivati a Lizzano. Questo perché, nei giorni scorsi, tre dei giovani immigrati sono fuggiti dalla Casa famiglia, probabilmente dopo le notizie dei numerosi rimpatri in Tunisia avviati dal governo. Gli altri si sono fidati e hanno deciso di aspettare. Hanno fatto bene perché, considerate le complicazioni di questo tipo di burocrazia, i tempi di rilascio del documento sono stati davvero rapidi. «Venticinque di loro se ne andranno - ha detto la presidente Fratoni - Hanno manifestato l'intenzione di andare in altri Paesi, principalmente la Francia ma anche Germania e Lussemburgo. Una piccola parte resterà in Italia, a Milano e a Parma, dove hanno parenti. Per loro adesso si aprono prospettive, del resto nel loro Paese erano tutti lavoratori e studenti. Stiamo pensando di organizzare una raccolta straordinaria per pagare loro il biglietto del treno. Una decina di profughi, infine, resteranno qui nel Pistoiese, almeno per il momento. Troveremo per loro una sistemazione nell'ambito della provincia, non possono restare a Lizzano. Anzi devo ringraziare davvero di cuore la comunità di Lizzano, oltre alla diocesi, la Caritas, la Misericordia che si sono tanto prodigati per l'accoglienza e la permanenza dei profughi. Un livello di accoglienza e di mobilitazione, quello pistoiese e della Toscana in genere, che non è una cosa scontata, visto quel che è avvenuto altrove».
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