Sicurezza
Acqua verso la privatizzazione
Luca Giuntini
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Giampiero Danti sindaco di Abetone Gaia avvia la gara, Abetone non ci sta: «Daremo battaglia fino in fondo»
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ABETONE. Mentre in gran parte della Toscana imperversano polemiche e discussioni sulla bontà di privatizzare o meno il servizio idrico attualmente gestito da Gaia spa per l'Ato 1 (44 comuni nelle provincie di Massa Carrara, Lucca e Pistoia), il primo cittadino dell'Abetone a tal proposito ha le idee molto chiare e prosegue la sua battaglia per evitare questo passaggio. «Privatizzare il servizio idrico è sbagliato - afferma Giampiero Danti - Nel nostro comune gestiamo la rete dalla fine degli anni '90 con risultati molto buoni. Il servizio deve rimanere in mano pubblica». Se da un lato proprio nei giorni scorsi è stata già avviata la gara per scegliere il socio privato che affiancherà Gaia nella gestione del servizio idrico (procedura che presumibilmente si concluderà alla fine del 2011 portando la compagine privata della società al controllo del 49% delle quote), dall'altro l'Abetone dà battaglia. Nell'ottobre 2010 la giunta comunale ha deciso di non aderire alla gestione unica del servizio idrico integrato perché non vantaggiosa sia da un punto di vista economico che di efficienza. E' stato anche presentato un ricorso davanti al Tar il cui esito è ancora in sospeso. «Ma se andasse male siamo pronti a fare ricorso davanti al Consiglio di Stato - afferma Danti - Non dimenticando poi che dal referendum del 12 e 13 giugno (due dei quattro quesiti riguardano proprio la privatizzazione dell'acqua, ndr) potrebbe uscire un segnale molto importante». In attesa degli sviluppi burocratici e legali, il sindaco dell'Abetone snocciola numeri a suo favore. «Essendo un comune con meno di mille abitanti era stato proprio l'Ato 1, circa dieci anni fa, a concederci la gestione del servizio idrico - spiega Danti - Da allora abbiamo sempre assicurato non solo la qualità dell'acqua dei rubinetti, grazie ai controlli alle sorgenti e alla manutenzione eseguiti dai nostri idraulici, ma anche un costo vantaggioso per la cittadinanza: è da sei anni che non aumentiamo la tariffa per l'acquedotto, che per gli usi domestici tra 151 e 300 metri cubi resta di 1,11 euro, mentre per gli altri usi con consumi superiori ai 300 metri cubi è fissata a 1,35 euro. Se la gestione passasse in mano privata il costo aumenterebbe, non ci sono dubbi». Tanti anni di gestione virtuosa che potrebbero essere accantonati per sempre: «Siamo sempre stati oculati nelle nostre scelte - conclude Danti - Abbiamo investito per migliorare la rete, senza fare debiti o ricorrere a mutui più che decennali. Gaia non riuscirebbe a fornire una gestione altrettanto sana del servizio idrico».
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