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Finiti i lavori sulla Linea 1 Da giugno l'inceneritore brucerà 150 tonnellate di rifiuti al giorno
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L inceneritore di Montale Un intervento da 25 milioni di euro. Iniziata ieri la fase del collaudo E anche nel 2010 il Cis stima una perdita in bilancio di 3,5 milioni di euro
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MONTALE. Sono finiti i lavori sulla Linea 1 del termovalorizzatore di Montale. L'impianto è ora in fase di collaudo e, salvo imprevisti, dovrebbe entrare a regime a fine giugno. Tra un paio di mesi sarà ultimato il piano degli interventi che porterà l'impianto del Cis di Montale a bruciare 150 tonnellate di rifiuti al giorno: un'opera da 25 milioni di euro, iniziata circa 4 anni fa. Intanto anche per il 2010 la perdita stimata per il Cis è di 3 milioni e mezzo di euro. «I 25 milioni di euro - spiega il direttore del Cis Alfredo Perruccio - si riferiscono al quadro economico, distribuito su questi quattro anni, relativo a tutto l'intervento di rinnovo nel suo complesso: dal pagamento dei fornitori alle sistemazioni esterne, fino all'illuminazione. Parte di questa cifra, inoltre, aspetteremo a pagarla dopo l'esito del collaudo: se tutto andrà bene è prevista l'entrata a regime anche della Linea 1 entro fine giugno. Durante questa fase del collaudo, partita a ottobre, la linea è stata accesa e spenta per testarne la necessaria messa a punto. Con il collaudo della Linea 1 l'opera di rinnovo del termovalorizzatore è completata. L'investimento complessivo è stato di 25 milioni di euro, a fronte di un progetto iniziale che, prevedendo anche la linea 4 che è stata poi accantonata, doveva essere da 31 milioni». «Non si è trattato di un'operazione di facciata - afferma in una nota il Comune di Quarrata -, di mettere il vestito nuovo all'impianto vecchio, ma di realizzare un impianto ex novo, in linea con le moderne tecnologie e con le esperienze italiane di Brescia e dell'Emilia Romagna. Niente è rimasto dell'impianto realizzato negli anni '70 dai tre Comuni». Il Comune di Quarrata sottolinea inoltre la connessione tra il buco di bilancio del Cis di circa 3 milioni e la necessità, prevista e programmata, di fronteggiare alle spese dei lavori. «Questa operazione di transito dal vecchio al nuovo impianto - ammette il Comune - ha comportato alcune difficoltà, anche di natura economica, per l'azienda. Per questo, anche per l'anno 2010 è stimata una perdita di circa 3 milioni e mezzo di euro. Tale perdita non è però dovuta all'attività e alla gestione ordinaria dei servizi, ma proprio a questa fase di passaggio, con conseguente dismissione dei vecchi impianti. Si è generata così quella che a livello contabile si indica con il termine di "minusvalenza straordinaria", in pratica una voce di costo aggiuntiva in parallelo all'attività ordinaria, che ha trovato una pari copertura nelle risorse a disposizione dell'azienda. Potevano essere fatte anche scelte diverse, aumentando i servizi e facendo gravare direttamente o indirettamente la maggior spesa sui cittadini ma, visto anche il periodo di particolare difficoltà economica per tutti, si è preferito non percorrere questa strada e attingere alle riserve disponibili».
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