La manifestazione
Il pendolare scomparso
Luca Giuntini
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La partenza dei due autobus del Copit dalla stazione È un flop il servizio sostitutivo del treno
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PISTOIA. Il servizio sostitutivo del Copit sulla Pistoia-Porretta è iniziato da poco più di un mese. Sono ancora pochi però gli utenti che decidono di usufruire degli autobus del Copit: c'è chi utilizza la linea per la sua prima e ultima volta, chi si è già lamentato con le Ferrovie e l'azienda di trasporti pistoiese per i disagi patiti senza però avere risposta. Sfiducia e rammarico. Sembrano essere questi i due sentimenti che accomunano i pendolari che salgono sulle due linee del Copit per raggiungere Porretta o Pistoia. Sulla linea 1 che parte da Pistoia alle 6,45 e transita sulla SR 64 ci sono sei persone. Sulla linea 2 che percorre la SR 66 in stazione non sale nessuno. Autisti, da circa due settimane, sono stati incaricati di segnalare il numero dei passeggeri e la relativa fermata di salita e discesa su ogni tratta. Diamo un'occhiata al modulo del nostro autista: martedì sulla linea 2 che parte da Pistoia alle 4,20 è salita una sola persona a Pracchia ed è scesa a Porretta. Su quella delle 5,27 da Porretta sono saliti in due, sempre a Pracchia, per scendere a Pistoia. Leonardo Postiglione, martedì ha preso l'autobus per Porretta per la prima volta: «E sarà anche l'ultima - precisa - Pensavo di dover prendere il treno, e non perché mi sono sbagliato, ma perché sul sito internet di Trenitalia, fino a poco tempo fa, c'era scritto che la tratta delle 6,45 da Pistoia era effettuata in treno. Figuratevi quindi il mio stupore quando ho scoperto, la mattina stessa, di dover salire sull'autobus». Leonardo abita a Larciano, scende a Porretta e da qui raggiunge Vergato dove partecipa a un corso di aggiornamento: «La tratta Pistoia-Porretta di solito la facevo in treno, infatti ho anche l'abbonamento - afferma -. Lo so che è valido anche sul nuovo autobus ma per quanto mi riguardo posso anche buttarlo via. L'unico bus che mi servirebbe davvero è quello delle 11 da Pistoia, ma la corsa è effettuata solo nei giorni festivi. Per il resto se devo essere a Vergato alle 13, da Pistoia devo partire alle 8. Questi orari fanno ridere. Da oggi in poi mi sposterò con l'auto». Anche Massimo Verardi raggiunge Porretta in autobus e da qui utilizza la macchina per arrivare a lavoro vicino a Bologna: «Abito a Pistoia da due anni e mezzo e questa tratta l'ho sempre fatta in treno - afferma -. Il treno per Porretta partiva dalla stazione alle 7,12. Poi l'hanno anticipato alle 7,01. Adesso che c'è il nuovo servizio, l'autobus parte alle 6,45. Per andare a lavoro nel solito posto e per entrare sempre alla stessa ora mi devo svegliare almeno mezz'ora prima del solito da quando ci sono i bus. Arrivo a lavoro che sono già stanco per il viaggio». Anche per Massimo i nuovi orari creano non pochi disagi: «Non solo perché devo alzarmi prima - dice - ma anche perché non concordano con la coincidenza da Porretta. L'autobus delle 6,45 arriva a Porretta alle 7,50, ma per pochi minuti si perde il treno per Bologna. A quel punto sarei costretto a aspettare in stazione il prossimo treno che è alle 8,22. Ma se prendo quello arrivo troppo tardi a lavoro. Ragion per cui devo lasciare parcheggiata la macchina a Porretta e prendere l'auto per arrivare in azienda. Ho scritto anche a Trenitalia per fargli presente il problema della mancata coincidenza. Mi hanno risposto che dovevo andare a reclamare al Copit, o in Regione Toscana. Ho scritto al Copit, ma ancora non ho ricevuto risposta». Il treno in definitiva era molto più comodo: «E anche molto più rilassante - afferma Massimo -. Il viaggio in autobus invece ti stanca molto di più. Arrivo a lavoro già stressato. E poi c'è anche il lato "affettivo": la linea ferroviaria della Porrettana è un pezzo di storia e vederla ridotta così è un peccato. Se avessero voluta salvarla sarebbero bastati degli orari migliori: allora sì che ci sarebbe stata più gente sui treni e non avrebbero avuto scuse per ridimensionarla». Al ritorno da Porretta sulla linea 2 c'è solo una persona che scende a Molino del Pallone. Questa tratta, dal 23 marzo, è effettuata da un bus più piccolo, perché sulla SP 632, pochi chilometri prima del confine tra Emilia e Toscana, la carreggiata è ridotta a causa di una frana. La Provincia di Bologna attraverso un'ordinanza ha istituito un senso unico alternato, così la strada, già stretta e tortuosa, diventa impossibile da percorrere con l'autobus ordinario da 55 posti che presta servizio sull'altra tratta. Problemi di transito ci sono anche nel tratto verso San Mommè: l'autobus è costretto a scendere verso il paese, fare marcia indietro nel piazzale vicino alla stazione dove è situata la fermata e tornare sulla SR 64: «Dovrebbero pensare a un modo per evitare quel tratto - dice l'autista dell'autobus - anche perché spesso non sale o scende nessuno».
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