Sicurezza
Africana condannata a 5 anni per sfruttamento della prostituzione
Arrestata finta rifugiata
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Una prostituta avvicinata da un cliente in auto Ma qui viveva grazie a un ente assistenziale
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PISTOIA. Da circa due anni viveva a Pistoia. Da quando, sotto falso nome, aveva ottenuto un permesso di soggiorno per scopi umanitari. E da allora era ospitata ed era mantenuta in città da un ente assistenziale. In realtà, sulla testa della 33enne nigeriana pendeva una condanna a 5 anni di reclusione: sottoponeva alcune sue connazionali a riti woodoo per costringerle a prostituirsi. Ai polsi di "madam" Dorothy Sunday le manette della squadra mobile di Pistoia sono scattate ieri mattina all'alba. I poliziotti l'hanno arrestata a casa. La donna si era resa latitante dopo la condanna a 5 anni di reclusione in un processo per reati concernenti l'immigrazione clandestina sulla rotta Libia-Lampedusa di giovani nigeriane che venivano poi fatte prostituire in Veneto. E' stata rintracciata grazie agli accertamenti avviati dopo una segnalazione arrivata dalla squadra mobile di Venezia: a Pistoia era stato concesso un permesso di soggiorno ad una donna che poteva essere la ricercata. Le indagini della polizia veneta erano iniziate nell'ottobre 2008, quando alla stazione ferroviaria di Mestre agenti furono avvicinati da una nigeriana di 19 anni che denunciò di essere stata portata clandestinamente in Italia, su un barcone partito dalla Libia e giunto a Lampedusa il 31 agosto 2008, e di essere stata trasferita in un centro di accoglienza in provincia di Foggia, dove era stata prelevata da connazionali e condotta a Mestre. Qui era stata costretta a prostituirsi e sottoposta a un rito woodoo, violando il quale sarebbero andate incontro alla morte lei stessa e i suoi familiari. La polizia aveva poi scoperto che la base degli sfruttatori era in un appartamento a Maerne di Martellago, nel quale, il 18 novembre 2008, vennero trovate altre ragazze e fu arrestata la loro "madame", Dorothy Sunday. In casa furono sequestrati capelli, peli pubici ed unghie della ragazza, custoditi dalla tenutaria e tagliati durante la pratica del rito woodoo. La Sunday fu arrestata ma poi scarcerata dopo un periodo di detenzione cautelare. Il 31 ottobre 2010 il tribunale di Venezia ha dichiarato definitiva la condanna a 5 anni, ma nel frattempo, la donna si era data alla latitanza. A Pistoia aveva richiesto ed ottenuto un permesso per motivi umanitari con false generalità, ed era stata alloggiata presso un'abitazione fornita da un ente assistenziale che provvedeva anche al suo mantenimento.
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