Il Tirreno

Pistoia

La manovra sul personale vale oltre un milione. Ma i sindacati sono preoccupati

L'Asl dimagrisce di 35 posti

Fabio Calamati

Fuori 103 precari, solo 68 le nuove assunzioni

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 PISTOIA. Se i programmi saranno rispettati, alla fine dell'anno l'Asl 3 si ritroverà con 35 dipendenti in meno rispetto al primo gennaio. In cifre assolute, l'organico passerà da 3.204 a 3.169 persone. È quello che prevede il piano occupazionale 2011 trasmesso alla Regione.  Il giro di vite sul personale è uno dei tre cardini sui quali si basano i risparmi che l'Asl intende realizzare di fronte alla riduzione dei finanziamenti regionali (gli altri due sono il taglio nella spesa per i farmaci e quello nelle prestazioni da privati). Ai conti dell'Asl mancano complessivamente 15 milioni di euro - almeno a questo punto dell'anno - e la direzione generale ha dovuto mettere sul tavolo dei provvedimenti per recuperare il disavanzo.  La mannaia di Scarafuggi (vedi tabella) si abbatterà soprattutto sui lavoratori flessibili e atipici: se ne andranno in 103, in particolare interinali e lavoratori a tempo determinato. Al loro posto saranno fatte 68 assunzioni a tempo indeterminato. In parte questo è dovuto al fatto che la necessità di risparmiare interseca, quest'anno, l'ultima fase del piano di stabilizzazione del personale avviato nel 2008. I neoassunti verranno pescati dai numerosi concorsi che entro l'anno si concluderanno e per questo canale è possibile che rientrino all'Asl alcuni dei lavoratori precari che perderanno il posto.  E poi c'è da tenere conto delle normative nazionali (ad esempio il decreto legge 78-2010, che impedisce ai dipendenti con 40 anni di contributi di lasciare il lavoro), che quest'anno renderanno più difficile andare in pensione per i lavoratori a tempo indeterminato.  Il risultato finale, comunque, sarà un'azienda sanitaria con meno lavoratori in generale e meno precari in particolare. Scarafuggi stima un risparmio di oltre un milione di euro, oltre al fatto che con dipendenti stabili l'organizzazione del lavoro dovrebbe migliorare.  La prospettiva, però, non convince i sindacati. Fabrizio Baldi (Cgil) rileva che comunque si tratta di un dimagrimento di 35 unità, rispetto ad un organico, nel 2010, che già provocava situazioni di sofferenza.  «Con questa ulteriore riduzione - aggiunge Fabrizio Baldi - torneranno vuoti di personale nei reparti e disagi per i pazienti, tutte cose che abbiamo già vissuto nel 2006. Intanto vediamo già che a Pistoia il personale che va in malattia non viene sostituito. Abbiamo già chiesto un incontro al direttore generale: siamo pronti a fare la nostra parte per tenere sotto controllo la spesa per il personale, ma non si può pesare sul livello dei servizi».  

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