Il Tirreno

Pistoia

Provincia e Regione accanite contro la montagna

G.Fiore   Segretario provinciale   La Destra

La decisione di portare i migranti a Lizzano è stata la ciliegina sulla torta

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 La politica regionale e provinciale si riempie spesso la bocca, quasi sempre in prossimità di tornate elettorali, con la salvaguardia, la tutela e la valorizzazione dei territori montani e pedemontani e delle loro popolazioni. Questo nel tentativo di arginare il progressivo spopolamento e conseguente stato di abbandono di tali territori, senza contare il depauperamento identitario legato alla scomparsa di comunità legate a specifici territori, a particolari attività artigianali ed agricole, a radicate tradizioni culturali, sociali e financo eno-gastronomiche.  In provincia di Pistoia infatti, che seppure in parte appenninica non è certo né Bolzano né Aosta, sono ben rappresentate e danno ampia e retribuita rappresentaza le Comunità Montane che dovrebbero tutelare ampi territori spesso situati non troppo al di sopra del livello del mare. Nonostante ciò, negli ultimi tempi, il disposto combinato tra Regione e Provincia si sta letteralmente accanendo con tali popolazioni. Si vorrebbero "azzoppare" paesi interi cancellando la linea ferroviaria Porrettana, si vorrebbe massacrare l'ospedale di S. Marcello senza aver mai voluto per decenni, quando sarebbe stato economicamente possbile, realizzare una viabilità innovativa rispetto a quella del granduca Leopoldo, si è assistito pressocchè inermi al progressivo smantellamento degli insediamenti industriali che avevano rivoluzionato la media valle e che ora hanno lasciato in mutande centinaia di famiglie e l'elenco degli accanimenti potrebbe continuare. In questi giorni la cigliegina della destinazione dei tunisini clandestini senza neppure avvertire preventivamente la popolazione.  Non intendo alimentare polemiche con la Caritas ma le strutture linde ed accoglienti che sono state reperite per i migranti, come mai non sono mai saltate fuori per risolvere anche solo momentaneamente, l'emergenza abitativa di qualcuna di quelle famiglie italiane disperate che, in provincia di Pistoia, sicuramente non mancano?  E' probabile che, in momenti congiunturali difficili che rendono necessarie scelte impopolari, l'astuta sinistra toscana abbia deciso infliggere i colpi bassi nelle realtà a bassa densità abitativa: cosi facendo si rischia sì di perdere voti ma tanto, in tali zone, i voti sono, per valore assoluto, tutto sommato trascurabili rispetto ad altre realtà regionali.  Tutto ciò con buona pace alla tutela dei territori e delle popolazioni di zone montane e disagiate.

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