Il dolore
«C'era anche qualcuno col bastone»
Marta Quilici
Il giovane aggredito a Napoli racconta quei momenti di follia
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PISTOIA. Calci, pugni, e lanci di uova contro il segretario pistoiese dell'Arcigay Federico Esposito, e un altro socio napoletano dell'associazione. «È stato un vero choc: prima le botte, poi le uova, l'acqua e gli insulti». È accaduto sabato sera, a Napoli. I due uscivano dalla sede locale dell'Arcigay, dove si era appena concluso il corso di formazione a cui entrambi stavano partecipando. Fatti pochi passi, i due giovani sono stati aggrediti per strada da un uomo, sui trentacinque anni, che ha sferrato un calcio prima ad Antonello Sannino (l'altro ragazzo vittima dell'aggressione), e poi a Federico Esposito. All'inizio sembrava si trattasse di uno scippo, vista l'irruenza e la rapidità nell'aggressione, ma poco dopo le motivazioni del gesto sono apparse tristemente chiare. Dopo i calci, infatti, sono arrivati gli insulti «Lavatevi sporcaccioni», e barbarie simili, accompagnati da uova e scrosci d'acqua. Federico Esposito, dipendente della Call&Call di Sant'Agostino e segretario provinciale dell'Arcigay di Pistoia, ieri mattina, era ancora a Napoli. Il sabato sera l'ha passato al pronto soccorso: per le contusioni riportate gli hanno dato una prognosi di 7 giorni. Ma le ferite fisiche sono ben più lievi di quelle emotive. «Quando ci ha aggrediti - spiega Federico Esposito - non riuscivamo a capirne il motivo: si è diretto contro di noi e prima di dire qualsiasi altra cosa ha sferrato un calcio ad Antonello, poi a me, e poi di nuovo un pugno in faccia ad Antonello. Pensavamo volesse scipparci: aveva un borsello in mano in cui credevamo potesse tenere un'arma. Dopo poco, poi, sono incominciati ad arrivarci in testa uova e scrosci d'acqua che provenivano dalle finestre ai piani alti di un palazzo e a quel punto sono volati anche gli insulti omofobi. È arrivato anche un altro uomo con in mano una spranga o un bastone, ma per fortuna non ha potuto fare nulla perché nel frattempo erano accorsi tutte le altre persone (una quarantina in tutto) che, come noi, erano appena uscite dal corso di formazione». Sono stati chiamati i Carabinieri che hanno identificato i responsabili. «Si è scoperto - aggiunge Esposito - che a tirare le uova era stata la moglie di quello che ci ha aggredito. Napoli è una città aperta, ma purtroppo anche a Firenze accadono queste cose. Pistoia si salva perché è più tranquilla e non ci sono locali gay. Un po' di tempo fa, però anche a Pistoia ci fu un'aggressione a Matteo Marliani, fondatore della sezione Arcigay pistoiese». Immediatamente sono arrivati i messaggi di solidarietà dall'Arcigay nazionale e provinciale. «I fatti di sabato - afferma Daiana Leporatti, presidentessa provinciale Arcigay - sono gravissimi e sintomo di uno stato di cose molto preoccupante. Spesso questi episodi lasciano cicatrici che vanno oltre i lividi e i referti medici: ragazzi vittime di rabbia e intolleranza solo perché sono se stessi. Ma vittima è anche chi, figlio di ignoranza e chiusura, compie azioni simili umiliando i sentimenti e la voglia di vivere. Il comitato si stringe intorno a Federico: questo episodio darà la spinta per creare nuove iniziative di cultura e formazione».
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