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Pistoia

Asili cari? «Soprattutto efficienti»

Il pranzo in una scuola elementare A sinistra il direttore generale Renzo Ferri
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Il pranzo in una scuola elementare A sinistra il direttore generale Renzo Ferri

Il Comune spiega: ecco perché ci fruttano tanti soldi

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 PISTOIA. Addirittura secondi in Italia per spesa pro capite per mense scolastiche. Più cara di Pistoia c'è solo Pavia. Ma anche portare il figlio all'asilo nido richiede una spesa record: la quinta assoluta tra i cento capoluoghi di provincia italiani. Così ieri i dati del Sole 24 Ore, una ricerca sulla situazione degli enti locali alle prese con l'arrivo del federalismo.  Dati che però Palazzo di Giano contesta: sia nel calcolo, sia soprattutto nella interpretazione.  Sotto i riflettori, in particolare, gli incassi che ciascuna città ha fatto registrare nel 2010 dai propri servizi. Incassi, cioè soldi davvero pagati dagli utenti e prontamente registrati dal sistema Siope del Ministero dell'economia. Cifre in diretta, quindi, meglio ancora dei numeri dei bilanci consuntivi, per i quali c'è ancora da attendere qualche settimana.  Gli specialisti del "Sole" hanno poi incrociato questi flussi con il numero degli utenti potenziali: che per gli asili nido significa tutti i bambini in età 0-3 anni, per le mense quelli da 0 a 15 anni. Ed ecco i dati pro capite: gli asili comunali pistoiesi costano 415,2 euro per ogni bambino da o a 3 anni registrato all'anagrafe. È il quinto valore italiano, asili più cari ce li hanno solo a Parma (466 euro), Trento, Pesaro e Livorno, che con 1.337 euro pro capite fa registrare la spesa record. Per le mense scolastiche la spesa pro capite a Pistoia vale invece 289,9 euro, cifra superata solo dalle mense di Pavia (317 euro).  La ricerca del Sole offre anche altre due graduatorie: una per la tassa rifiuti (e qui Pistoia non c'è perché da anni ormai il Comune è passato alla tariffa rifiuti, la Tia); e una per gli "altri servizi" (non meglio specificati) che vede Pistoia al 39º posto totale, in compagnia di Caserta, quinto capoluogo toscano.  Che il costo dei servizi scolastici pistoiesi fosse alto è cosa nota e certificata anche dalle ricerche effettuate da Palazzo di Giano. Ma le cifre del quotidiano economico non convincono troppo il direttore generale Renzo Ferri. Il quale, comunque, ci tiene soprattutto a offrire una lettura positiva dei dati. «Partiamo dai numeri - dice Ferri - a noi non tornano quelli degli asili nido, del resto il Sole non spiega come ha effettuato il calcolo. Secondo le nostre stime, in realtà, il numero di utenti è stato sovrastimato: l'incasso pro capite dovrebbe essere sui 550 euro, quindi dovremmo essere secondi assoluti nella graduatoria».  Asili e mense a peso d'oro, dunque? «Non è proprio così - ribatte Ferri - perché a questi risultati ci si arriva per tre fattori, uno solo dei quali è il livello delle tariffe». Queste ultime a Pistoia sono alte, certo, ma non tanto da regalarci questi quasi-primati nazionali. E allora? «Bisogna considerare - risponde il direttore generale - che a Pistoia gli utenti di questi servizi sono tanti rispetto alla popolazione potenzialmente interessata. Evidentemente il servizio funziona bene e attrae. Tanti utenti generano un grosso flusso di denaro e a parità di utenti potenziali Pistoia sale nella graduatoria».  Ferri cita infine un terzo fattore. «È l'efficenza nella riscossione. Nell'ambito del servizio entrate abbiamo costituito anni fa un nucleo, responsabile la dottoressa Donzellini, che si occupa proprio di gestire le riscossioni e che è molto efficente. Abbiamo poche famiglie che non pagano. Anche questo contribuisce ad accrescere il flusso del denaro che entra ogni anno».

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