Il dolore
La svolta dopo il licenziamento dei verificatori e laffidamento dei controlli a una ditta esterna
Ora Publicontrolli macina utili
Fabio Calamati
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La sede Publicontrolli a Sant Agostino A sinistra lassessore Barbara Lucchesi Ridotto a 6.700 euro il "buco" 2010, da gennaio conti in attivo
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PISTOIA. Sono bastati quattro mesi alla "nuova" Publicontrolli per capovolgere completamete la situazione di crisi che, a metà dello scorso anno, aveva portato l'azienda pubblica che si occupa di controllare le caldaie a un passo dalla liquidazione a causa delle perdite di bilancio. Il presidente della srl Riccardo Bartoli, nominato nella primavera 2010, ha fatto il punto sulla situazione della srl a lui affidata durante l'ultima seduta della sesta commissione del consiglio comunale. Era presente anche l'assessore comunale alle aziende partecipate Barbara Lucchesi. Il bilancio 2010 è ancora una bozza in attesa di approvazione, ma i numeri sono quelli: da un potenziale perdita di circa 50.000 euro si è passati ad una effettiva di 6.700. E nei primi tre mesi del 2011 l'utile stimato è già di 50.000 euro circa. Tutto merito - secondo Bartoli - delle decisioni drastiche assunte dal consiglio di amministrazione nell'estate dello scorso anno: il licenziamento dei cinque verificatori interni e la decisione di affidare i controlli delle caldaie ad una azienda privata esterna, da individuare con una gara. La gara si è conclusa nel novembre scorso, con l'individuazione della Sole e Luna srl. I suoi verificatori si sono messi subito al lavoro e da novembre a febbraio hanno effettuato 2.100 verifiche, poco meno di quelle (2.375) realizzate da Publicontrolli in tutto il 2010. I tecnici di Sole e Luna procedono al ritmo di 25 controlli al giorno e da novembre hanno già inviato 21 richieste di chiusura per impianti non a norma. Ricordiamo che Publicontrolli è l'azienda creata da Comune e Provincia nel 2002 per effettuare le verifiche sull'efficienza delle caldaie, verifiche imposte per legge agli enti locali. I controlli vengono effettuati su tutte le caldaie per le quali il responsabile non ha inviato l'autocertificazione (cioè l'attestazione del controllo effettuato da un tecnico privato) e anche su una parte degli impianti autocertificati. Dopo alcuni anni di funzionamento soddisfacente, nel 2008 l'utile prodotto scese da 13.408 euro a 1.427, per poi affondare nel 2009. La crisi scoppiò l'estate scorsa, poco dopo la nomina del nuovo presidente, il quarantenne commercialista Riccardo Bartoli. Publicontrolli - si disse - si trova in una situazione di caos gestionale che produce una bassissima produttività dei verificatori, spediti spessissimo a controllare caldaie già certificate da caldaisti privati. L'unica soluzione proposta fu quella di allontanare i verificatori interni e di affidare all'esterno i controlli. Così si ritagliava per Publicontrolli solo il compito di gestire le banche dati degli impianti e di individuare quali avessero bisogno di controlli. La decisione suscitò molte polemiche politiche («Esternalizzare le verifiche è come certificare la propria inutilità» esclamò il consigliere di Forza Italia Alessio Bartolomei) e la reazione dei licenziati, che presentarono un esposto in procura respingendo la responsabilità del caos aziendale. Sulla vicenda continuano ad esserci dubbi, che sono emersi anche durante la seduta della commissione. Ma i dati di bilancio sono chiari e dicono che la ricetta introdotta con la gestione Bartoli sta funzionando.
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