Il Tirreno

Pistoia

Uccisa dal monossido

L'imprenditore: «Credevo fosse tornata a casa»

L'imprenditore: «Credevo fosse tornata a casa»

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PISTOIA. All'indomani del processo per omicidio colposo per la morte, causata dal monossido di carbonio, in un agriturismo di Serravalle, di Manuela Nanni, 36 anni, fa sentire la sua voce anche il 50enne imprenditore di Fucecchio che aveva pernottato nella struttura assieme alla ragazza. Dopo la sentenza (titolare dell'agriturismo e caldaista hanno patteggiato 8 mesi), vuole precisare alcune circostanze di quella tragica vicenda, che lo ha visto scampare alla stessa orribile morte quasi per miracolo.  «Io non sono uscito dall'agriturismo a mezzogiorno - spiega Roberto Menotti - ma la mattina molto presto. Fatto accertato dagli investigatori. Uscito di lì mi sono ricoverato in ospedale per la contusioni riportate cadendo dalle scale dell'agriturismo. Non ero in stato confusionale ma cercavo solo di verificare se mi ero procurato lesioni gravi cadendo per due rampe di scale. Sono stato io a telefonare al gestore per chiedergli di andare a chiudere l'appartamento il sabato, non avendo ricevuto risposta dal cellulare della ragazza, che credevo tornata a Milano».  «L'avvelenamento - conclude l'imprenditore - mi ha provocato, da allora, la chiusura di alcune arterie e due infarti».

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