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Pistoia

Dirigente Assindustria: aziende pistoiesi poco dinamiche

Fabio Calamati
Dirigente Assindustria: aziende pistoiesi poco dinamiche

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PISTOIA. Aziende incapaci di innovarsi, di aprire le porte al nuovo, prive di manager giovani che sappiano guidarle alla scoperta dei mercati internazionali. È un ritatto assai critico quello dell'imprenditoria pistoiese che emerge dalle parole di Corso Biagioni, 43 anni, responsabile del centro studi dell'Associazione industriali di Pistoia.
Parole insolite, dunque, soprattutto perché pronunciate da un dirigente della associazione che raggruppa le aziende industriali della provincia. Biagioni ha parlato ieri durante la presentazione del rapporto 2010 sull'export pistoiese, elaborato dall'ufficio studi di piazza Garibaldi. Un rapporto che presenta sotto una luce tutto sommato positiva l'andamento delle vendite all'estero nell'ultimo anno (l'export pistoiese è cresciuto in linea con la Toscana, se si "depura" dalle oscillazioni del settore ferroviario, cioè di AnsaldoBreda).

Ma che torna a insistere - con dovizia di cifre - sul pesante calo di competitività che ha investito l'industria pistoiese dal 2011 ad oggi, dimezzando in pratica la quota di mercato dell'export targato Pt rispetto a quello italiano. Le cause? Le aziende pistoiesi vendono in paesi dall'economia poco dinamnica, come quelli europei; e vendono soprattutto beni a basso valore tecnologico: tessile, abbigliamento, calzature.

Queste, almeno, le risposte dello studio. Biagioni ha sottolineato invece le carenze specifiche degli imprenditori suoi colleghi: «Fare export è una questione soprattutto culturale. Il problema è che nelle nostre aziende mancano manager giovani, dai 45 anni in giù. Le nostre aziende sono mentalmente piccole prima ancora che piccole per dimensioni».

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