Il Tirreno

Pistoia

Via al processo per il tragico rogo

Un carabiniere controlla un fucile dopo il rogo al tiro al volo
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Un carabiniere controlla un fucile dopo il rogo al tiro al volo

Fiamme al Tiro al volo, dibattimento da settembre

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 PISTOIA. Entrerà nel vivo soltanto tra cinque mesi il processo per la morte di Riccardo Tarlati. Ieri al tribunale monocratico si è svolta la seconda udienza del procedimento per il terribile rogo che il 24 luglio 2007 devastò il Tiro a segno nazionale di via dei Macelli, nel quale perse la vita il noto commerciante e fotografo, che si trovava nella struttura per esercitarsi con il suo fucile.  Davanti al giudice Luca Gaspari si sono costituite le parti. I familiari di Riccardo Tarlati, rappresentati dagli avvocati Luca Innocenti e Laura Innocenti sono stati ammessi come parti civili. Respinta, invece, la richiesta presentata da Legambiente, che chiedeva di entrare nel processo per i danni ambientali provocati dall'incendio. Ricordiamo che gli imputati di omicidio colposo sono Daniele Cecchi, presidente del Tiro a segno (difeso da Andrea Niccolai) e due componenti del consiglio direttivo, Carlo Rocchi e Paolo Banci, assistiti rispettivamente da Giuseppe Castelli e Cecilia Turco.  Svolto questo indispensabile passaggio preliminare, si è passati alla costituzione del fascicolo del dibattimento, con gli elementi di prova raccolti durante l'inchiesta. E sul punto la difesa degli imputati ha sollevato alcune eccezioni, riguardo alle quali il giudice Gaspari ha rimandato tutte le parti, per una decisione, al 5 maggio prossimo.  Esauriti questi passaggi, il 23 settembre dovrebbe prendere finalmente il via il dibattimento per il tragico rogo. Un processo che - va detto - ha avuto fin qui un percorso piuttosto faticoso: dopo il rinvio a giudizio degli imputati, il 9 febbraio 2010, e una prima udienza celebrata il 23, il processo si è poi incagliato prima in un difetto di notifica che ha fatto slittare l'udienza già fissata, poi in una astensione dal lavoro dei magistrati che ha provocato un secondo slittamento. Nel frattempo, tra l'altro, è anche cambiato giudice, con Luca Gaspari che ha preso il posto di Antonella Frizilio.  Il rogo al Tiro a segno di via dei Macelli suscitò una grande impressione in città. La scintilla che innescò l'incendio scaturì dal fucile di un socio del Tiro a segno. Per questo anche per lui era stato richiesto il rinvio a giudizio, ma il Gup Zanobini decise di archiviarne la posizione, essendo emerso che l'arma e le munizioni erano perfettamente in regola.

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