Il Tirreno

Pistoia

Inceneritore, le emissioni preoccupano l'Asl

Marta Quilici
La manifestazione di protesta davanti alla Provincia
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La manifestazione di protesta davanti alla Provincia

«Concentrazioni nei limiti di legge, ma la soglia di attenzione è stata superata»

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 PISTOIA. «Il termovalorizzatore è entro i limiti di legge. Certo, il livello di attenzione che noi avevamo imposto è stato sforato e questo non doveva accadere».  Così ieri pomeriggio il dottor Pietro Gabbrielli, direttore del dipartimento di prevenzione dell'Asl3, ha commentato la situazione del termovalorizzatore di Montale. Da pochi giorni è stata riattivata la Linea 3, bloccata per un lungo periodo dopo aver sforato più volte negli ultimi mesi la soglia di attenzione di 0,5 ng di diossine e furani.  Ieri pomeriggio in Provincia si è riunito il tavolo istituzionale alla presenza del presidente della Provincia Federica Fratoni, l'assessore provinciale Rino Fragai, Asl 3, Arpat, Ordine dei medici e la dottoressa Gentilini per il Comitato per la chiusura dell'inceneritore di Montalea. Presente anche l'assessore regionale Annarita Bramerini.  In piazza San Leone i membri del Comitato hanno inoltre organizzato un sit-in di protesta per chiedere la revoca al Cis, da parte della Provincia, dell'autorizzazione integrata ambientale, alla luce dei recenti sforamenti della soglia di attenzione. «Le misure messe in atto per Montale - continua Gabbrielli - vanno ben al di là di quelle solitamente attuate altrove e questo è testimoniato dall'introduzione di un limite di attenzione pari alla metà del limite di legge. Credevamo che questa soglia non venisse superata; il fatto che non sia così ci impone a una maggiore attenzione». Sulla stessa posizione Roberto Biagini, direttore dell'unità di igiene e sanità pubblica, che ammette: «Il fatto che l'inceneritore insista su una zona già soggetta ad altri inquinanti, impone una maggiore attenzione».  All'ordine del giorno, ieri pomeriggio, c'era anche l'organizzazione di un convegno nazionale (che si terrà tra settembre e ottobre) in cui saranno illustrati i dati, per adesso ancora parziali, di Asl e Arpat su emissioni, indagini ambientali ed epidemiologiche. I due enti si sono comunque impegnati a rendere disponibili i dati conclusivi entro metà maggio. La Regione ha inoltre proposto l'istituzione di un sistema di sorveglianza ambientale di valutazione epidemiologica sulla scorta di esperienze già realizzate in altre regioni che prenda a riferimento le diverse sorgenti emissive dell'area in questione.  Ma le anticipazioni delle istituzioni non rassicurano il comitato. «Si parla di sei polli contaminati - spiega Alessandro Romiti, del comitato - abbiamo già inviato i dati al Ministero della salute e dell'ambiente e domani (oggi, ndr) partirà un altro plico per Roma».

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