Sicurezza
I sindaci vogliono contare di più
«Necessario un tavolo con l'Asl per parlare insieme dei tagli»
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PISTOIA. I sindaci pistoiesi sono preoccupati per i tagli in arrivo alla sanità, anche se sanno che all'origine c'è la decisione del governo Berlusconi. Per questo ieri si sono a lungo confrontati con l'assessore regionale alla sanità Scaramuccia e alla fine hanno partorito un documento comune che accompagnerà il bilancio preventivo dell'Asl 3 verso l'esame della giunta regionale. Documento in cui si ribadiscono tutte le perplessità già emerse nelle settimane scorse per le ipotesi di razionalizzazione all'ospedale di Pescia (coinvolto il reparto di pediatria) e di San Marcello (qui sarebbe la chirurgia a venir ridimensionata). E, soprattutto, si propone di mettere in piedi un "tavolo tecnico politico" con Asl e sindaci, per discutere dove e come tagliare. «Nel rispetto delle reciproche competenze - spiega Renzo Berti, che della conferenza dei sindaci è il presidente - e con spirito collaborativo, ma consapevoli che questo tema della sanità non può vederci, come sindaci, schierati in seconda fila». Il documento dei sindaci esprime innanzitutto disappunto per il taglio apportato dal governo al Fondo nazionale per la sanità e preoccupazione per le ricadute che potrebbero aversi sui cittadini e sui loro servizi. Tradotto in pistoiese, questo significa, come già emerso, uno sbilancio di partenza di 12,5 milioni di euro tra la spesa finale 2009 dell'Asl e la dotazione iniziale di quest'anno. Della Regione i sindaci apprezzano la volontà di superare il criterio della spesa storica nella ridistribuzione dei fondi Asl per Asl, criterio che da sempre penalizza Pistoia, sottofinanziata rispetto alla media delle altre aziende sanitarie. «In parte questo superamento è stato già realizzato - aggiunge Berti - ma nel documento auspichiamo che si arrivi fino in fondo». Linea dura anche per Carla Strufaldi, sindaco di San Marcello, che nel suo intervento ha chiesto chiarimenti sulla situazione della chirurgia dell'ospedale Pacini, destinata nei programmi dell'Asl ad essere ridimensionata o soppressa. «Le risposte che mi sono state date durante la conferenza dei sindaci non sono altro che la riproposizione, con parole diverse, di quello che era stato detto inizialmente, all'insegna dei tagli. C'è stata data qualche piccola rassicurazione rispetto al personale dell'ospedale nelle situazioni di emergenza, ma non basta di certo. E' necessario un tavolo per discutere, approfondire e valutare insieme, in poche parole condividere, ogni singola scelta ed azione. Siamo sindaci e abbiamo l'obbligo di esercitare il nostro ruolo di indirizzo e di controllo».
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