Sicurezza
LINTERVENTO
Con Firema l'indotto rischia
2 MINUTI DI LETTURA
Forse l'acquisto di Firema potrà anche essere un'opportunità per AnsaldoBreda ma non certo per i lavoratori dell'indotto pistoiese e dello stabilimento di Pistoia, visto che Firema è una azienda con uno stabilimento a Caserta del tutto simile a quello pistoiese. Ci piacerebbe capire meglio la ragione di una ulteriore acquisizione in Campania. Non vorremmo che, con la scusa della impossibilità di realizzare l'intera commessa dell'Alta Velocità nello stabilimento di Pistoia, si stesse pensando di spostare la metà della commessa nell'omologo stabilimento casertano. Come forza politica pistoiese la nostra più grande preoccupazione è per gli operai che lavoravano nella fabbrica di via Ciliegiole e nell'indotto. Noi temiamo che una volta acquisita Firema, la direzione nazionale di Ansaldo Breda, dirotti una parte consistente del lavoro e degli investimenti futuri su Caserta perché, come anche i sindacati sanno bene, in Campania il costo del lavoro è più basso, grazie ad alcune agevolazioni territoriali, oltrechè per ovvi motivi di praticità, visto che la sede amministrativa e legale di Ansaldo Breda è a Napoli. Non vogliamo scadere in facili demagogie, ma non si può neppure non tener in conto la tabella pubblicata, lunedì 28 marzo da Il Sole 24 Ore, dalla quale emerge che i cittadini di Caserta nel 2009 avevano redditi medi più alti dei pistoiesi di circa 5000 euro (Pistoia al 94º posto nazionale con 22.790 pro capite, Caserta al 19º con 27.735 pro capite). Vogliamo continuare a togliere ai territori più poveri per rimpinguare quelli già più ricchi? Sappiamo bene che il progetto dell'Alta Velocità è in fase di progettazione e che le concrete ricadute sul territorio inizieranno solo dal prossimo anno, ma quando vediamo manifeste volontà dell'azienda di destinare all'indotto pistoiese meno di un quindicesimo dell'ammontare dell'intera commessa - 90 milioni di euro su 1540 complessivi - e addirittura di dimezzare il lavoro per gli operai di via Cigliegiole ci preoccupiamo e non poco per il futuro di Pistoia; e non ci fa paura di essere i soli a farlo, anzi proviamo un forte imbarazzo per le organizzazioni politiche, sindacali e datoriali che continuano a fingere di non capire. Nicola Barbarito Alessio Bartolomei gruppo consiliare Fli al Comune di Pistoia
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google