Sicurezza
Prunideo, una stella a Vinitaly
Marco Angioli
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Il Montalbano e una bottiglia di Prunideo Guido e Gherardo Betti presentano il fiore all'occhiello dell'azienda
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QUARRATA. In un piccolo angolo del Montalbano ci sono due fratelli che producono un vino di notevole qualità: Guido e Gherardo Betti. Sono loro gli artefici di questo miracolo quarratino. Perché è proprio nel comune di Quarrata, in via Boschetti e Campano 66, che si trova la società agricola Betti, un esempio di vitalità per l'enologia di casa nostra. Anche quest'anno (la terza volta consecutiva) parteciperanno al Vinitaly, la rassegna dedicata al nettare di Bacco, in programma a Verona da oggi a lunedì 11 aprile (padiglione Toscana, stand D16). E lì presenteranno il loro fiore all'occhiello: il Prunideo, un rosso (90% uve sangiovese, 10% cabernet) che non ha nulla da invidiare ai più famosi cugini toscani. Aroma intenso, elegante con note floreali di ciliegia e lampone, il Prunideo rappresenta un'eccellenza della nostra realtà enologica. Ma come si è arrivati a tutto questo? La storia inizia agli albori del '900 quando Bartolomeo Baldi costruisce una cantina in stile Liberty, chiamata ancora oggi "Cantinone" per la sua forma rettangolare, non usuale per l'epoca. Poi il timone passa nella mani di Paolo Betti che continua a dare lustro all'azienda con la produzione di un piacevole vino da vendere sfuso. La virata decisiva arriva nel 2003, quando Guido e Gherardo Betti lanciano la scommessa: realizzare una serie di prodotti che possano finire negli scaffali delle migliori enoteche. Da quel momento si cominciano a vendemmiare le uve del Chianti Montalbano Docg, il Chianti Montalbano Docg Riserva, il Prunideo e dal 2005 il bianco Creto de' Betti (70% chardonnay, 30% trebbiano). Un successo annunciato. Piano piano le bottiglie di Prunideo e degli altri vini arrivano sulle tavole dei migliori ristoranti pistoiesi e fiorentini, in numerose enoteche e wine-bar, fino a toccare la Malesia. «Siamo soddisfatti di quello che abbiamo fatto fino ad oggi - afferma Guido Betti -, ma la nostra intenzione è quella di proseguire sulla strada della qualità. Solo così possiamo rimanere competitivi». E a guardarlo negli occhi c'è da credergli. «In azienda usiamo concimi organici - prosegue -, niente diserbanti. Non siamo ancora biologici, ma forse stiamo andando in quella direzione?». Nella cantina si respirano i profumi delle botti di rovere e delle barriques. «Nel 2003 avevamo soltanto quattro barriques, adesso ne possediamo una cinquantina - ricorda con una punta di orgoglio -. I nostri vitigni (15 ettari, ndr) sono rimasti quelli di una volta, sangiovese, cabernet, trebbiano, canaiolo nero e merlot». Perché il motto di questa azienda è innovazione nel rispetto della tradizione. Progetti per il futuro? L'apertura di una sala degustazione e, forse, anche di un agriturismo. Nel frattempo è possibile visitare il "Cantinone" ogni sabato pomeriggio dalle ore 14 alle 18. Oltre ad ammirare le bellezze del Montalbano gli appassionati potranno acquistare il vino sfuso in damigiane o bottiglie. Per le bordolesi invece bisogna rivolgersi alle enoteche (per ulteriori informazioni telefonare allo 0573-717169). Senza dimenticare l'olio extra vergine di oliva, prodotto attraverso la frangitura a martelli, la spremitura a freddo, l'estrazione tramite decanter e la decantazione naturale senza filtraggio.
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