Il Tirreno

Pistoia

Ladri nell'ex Mas, tre arresti

Massimo Donati
A destra il capitano Maresca a fianco i cavi di rame della centralina dell’ex Mas
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A destra il capitano Maresca a fianco i cavi di rame della centralina dell’ex Mas

Sono romeni, cercavano di portare via i cavi della centralina

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 PISTOIA. I razziatori lo rivendono soprattutto ai commercianti di rottami, per 2-3 euro al chilo. Ma grandi quantità di rame rubato sarebbero acquistate anche da fonderie prive di scrupoli, dove cavi, grondaie ed ornamenti funebri, fusi in barre o in lingotti di metallo puro o di lega (in genere ottone), vengono esportati verso la Cina con regolare bolla di accompagnamento.  A quel punto il prezzo sui mercati paralleli può arrivare anche a 10-15 euro al chilo. Un mercato nero sempre più florido quello del rame, alimentato dalle quotazioni stellari raggiunte dal metallo negli ultimi mesi, che hanno raggiunto gli 8mila dollari la tonnellata.  Ad essere presi di mira dai ladri dell'"oro rosso", sono cimiteri, chiese, case in costruzione e, soprattutto, le linee ferroviarie, dove vengono rubati i cavi elettrici. Ma anche aziende. Come la Mas di Bottegone, al cui interno, anche se ormai chiusa, si trova una vera e propria miniera costituita da cavi in rame dell'impianto elettrico ad alta tensione. Un'occasione da non perdere devono aver pensato i tre rumeni che l'altra notte hanno cercato di approfittarne per intascare qualche migliaio di euro. Non facendo però i conti con i carabinieri, che già da tempo, allertati dopo alcuni furti già messi a segno, tenevano sotto sorveglianza l'area dell'azienda. Sorpresi a smantellare una centralina elettrica di derivazione, i tre sono stati arrestati in flagrante dai militari della Stazione di Bottegone, quando già avevano messo insieme circa 400 chili di cavi di rame, pronti per essere caricati su un furgone.  Erano da poco passate le tre di notte quando ai loro polsi sono scattate le manette. Buiceac Patrica, 41 anni, Constantin Apostu, 35, e Mihai Ion Ratan, 31, tutti residenti nella provincia di Firenze, sono stati portati in carcere con l'accusa di furto aggravato. Dopo la convalida dell'arresto e il loro rilascio (solo per Petrica è stata disposta la misura dell'obbligo di firma), ieri mattina i tre sono stati condannati per direttissima in tribunale: processati con il rito abbreviato, il primo, con precedenti specifici, è stato condannato a 2 anni e 8 mesi di reclusione; gli altri due, a 2 anni.  La refurtiva è stata restituita al liquidatore della Mas Italia.  Come hanno spiegato ieri in conferenza stampa il capitano Vincenzo Maresca, comandante della Compagnia di Pistoia, e il maresciallo Mariano Marazzini, comandante della Stazione di Bottegone, l'arresto è stato possibile anche grazie alla collaborazione dei cittadini: è stata una telefonata al 112 ad avvertire che nei pressi della recinzione della Mas, in via di San Sebastiano, era parcheggiato un furgone sospetto. Giunti sul posto, i carabinieri hanno notato che si trattava dello stesso Fiat Dicato notato già la domenica sera precedente, quando, alla Mas, era stato commesso un altro furto, di rame e gasolio. E nella rete di recinzione hanno scorto un buco.  Per cui, chiamati come rinforzo tutti i militari della Stazione, sono entrati alla ricerca dei ladri.  Il primo lo hanno sorpreso mentre, con un carello, stava trasportando dei cavi verso altri già ammucchiati nei pressi della recinzione. Un altro - che aveva sulla fronte una torcia per lavorare nonostante l'oscurità - era invece intento a sfilare, dalle canalette di una cabina elettrica di trasformazione, decine di metri di cavi. Il terzo ladro invece è stato invece acciuffato mentre si nascondeva dietro una cabina del metano, in procinto di scappare attraverso i campi circostanti l'azienda.

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