Proteste
Pronto il progetto definitivo per linvaso a servizio del rio di Lucciano, ma non ci sono risorse
Cassa di espansione? Non ora
Marta Quilici
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Uno scorcio del paese di Lucciano Dalì ipotizza di coprirne le spese con gli oneri di urbanizzazione
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QUARRATA. Una nuova cassa di espansione a servizio del rio di Lucciano. La giunta comunale ha approvato il progetto definitivo. Adesso mancano i finanziamenti: un milione e mezzo di euro per mettere in sicurezza la zona del centro e per permettere la costruzione di eventuali nuovi insediamenti ai piedi delle colline di Lucciano, previsti dal regolamento urbanistico vigente. La cassa di espansione, delle dimensioni paragonabili a quella di Olmi, dovrebbe essere realizzata nei pressi di via di Lucciano, poco distante dal famoso River Pub. Si tratta di una cassa di laminazione che sarà realizzata in fregio al rio di Lucciano, ma che servirà anche da bacino di accumulo per il rio delle Muline. Lo scorso 22 marzo la giunta comunale ha deliberato l'approvazione del progetto definitivo redatto dal Genio civile. L'invaso servirà principalmente a due scopi: la riduzione del rischio idraulico, derivante dalle esondazione del rio di Lucciano, e che coinvolge anche l'abitato di Quarrata, e la possibilità di costruzione di nuovi insediamenti nelle zone circostanti, alcune delle quale inserite anche tra le aree Apd del nuovo regolamento urbanistico. Già nel 2004, con il vecchio piano regolatore, infatti, il Comune stabilì che tale opera era necessaria anche in previsione di nuovi insediamenti. L'importo complessivo previsto per la realizzazione della cassa è di 1 milione e 510 mila euro. Di questi, 826mila sono previsti per coprire le spese dei lavori e ben 610 mila euro per gli espropri. Il resto sono spese tecniche, di calcolo degli imprevisti e altro. La cassa di espansione avrebbe dimensioni relativamente ridotte: si tratta di un invaso capace di accogliere circa 50mila metri cubi d'acqua. «Sarebbe un bacino di accumulo delle acque - spiega l'assessore all'assetto idrogeologico Giovanni Dalì - simile, per dimensioni, a quello di Olmi. Per adesso abbiamo approvato il progetto definitivo, ma mancano ancora i fondi per finanziarlo. Probabilmente - continua - potremmo coprirne l'importo attraverso gli oneri di urbanizzazione delle costruzioni che sorgeranno della zona e che, grazie a questa cassa di espansione, sarebbero in sicurezza idraulica. Per il momento, però, si tratta ancora di un progetto a lungo termine: non c'è il progetto di finanziarlo a breve».
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