Sicurezza
Il sindaco Strufaldi: «LAsl ci ha rassicurato sul mantenimento, ma dismettono i reparti»
«Voci preoccupanti sulla chirurgia»
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Carla Strufaldi 2 MINUTI DI LETTURA
S.MARCELLO. «Nella prossima conferenza dei sindaci del 7 aprile chiederò precise spiegazione all'Asl». Lo dice il sindaco di San Marcello, Carla Strufaldi, a proposito del timore di un certo cambiamento di rotta sulla permanenza della chirurgia all'ospedale Pacini di S.Marcello. «I nostri timori nascono da voci sempre più insistenti, interne all'ospedale, di dismissione di certi reparti - dice il sindaco. Non vorremmo che le garanzie fornite dal direttore generale Scarafuggi, che ci aveva rassicurato di un sicuro mantenimento dei servizi attuali, non fossero seguite dai fatti». Frattanto, è scontro tra Lega Nord e il Pd comunale sulla salvaguardia del reparto di chirurgia del Pacini. La miccia è scaturita da un volantino che da alcuni giorni circola nei luoghi pubblici della montagna, con un chiaro invito a raccogliere le firme in difesa del nosocomio. Ma per capire chi sono i promotori, il pezzo di carta va girato, letto per bene, dove in basso e in piccolo si capisce di chi si tratta. Metodo non condiviso dal segretario comunale del Pd di San Marcello, Frediano Frediani: «Tutte le iniziative a tutela dell'ospedale vanno bene, ma vanno anche concordate unitariamente. Come è avvenuto nel caso dell'ordine del giorno che il consigliere Pd Silvia Maria Cormio ha presentato, giorni fa in consiglio provinciale. Il volantino della Lega Nord è quasi anonimo, è fumoso. Queste forme di volantinaggio non vanno bene. I leghisti scrivano anche che Tremonti ha tolto 300 milioni di euro alla sanità Toscana. Le controproposte del Pd a difesa del Pacini sono integrare le discipline di chirurgia e medicina, pieno utilizzo del reparto di chirurgia integrato con quello di Pistoia, trasferimento a San Marcello particolari tipologie, liberando spazi e posti letto a Pistoia, maggiore presenza del medico radiologo a San Marcello, prevedere percorsi di carriera per professionisti incentivandoli ad operare in montagna, attivazione di un hospice per le cure palliative con due posti letto per un ospedale di comunità. A.S.
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