Il Tirreno

Pistoia

Arrivati nella notte i primi profughi

La struttura di Lizzano destinata ad accogliere i profughi provenienti da Lampedusa
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La struttura di Lizzano destinata ad accogliere i profughi provenienti da Lampedusa

Abitanti in fibrillazione a Lizzano, pronta la macchina dell'accoglienza

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SAN MARCELLO. Fibrillazione a Lizzano per l'attesa dei quaranta profughi, il cui arrivo nella Casa vacanze della diocesi, era atteso ormai da giorni. Sono arrivati nel cuore della notte, sbarcati intorno alle 23,30 dalla nave Superba al porto di Livorno.  La giornata è stata intensa. Dopo riunioni in prefettura con enti, forze dell'ordine e associazioni di volontariato impegnate nell'accoglienza, l'orario dell'arrivo è stato posticipato fino alla nottata. I profughi sono sbarcati a Livorno ieri notte e, prima di giungere scortati fino alla montagna pistoiese, dovevano essere sottoposti a complesse procedure di identificazione e selezione.

Fino all'attracco della nave non si sapeva la nazionalità degli immigrati, se si trattava di profughi, come richiesto anche dal sindaco di San Marcello Carla Strufaldi, o di clandestini; anche se in tarda serata la Lega ha sbloccato il "caso politico", con un sì al meccanismo del permesso di soggiorno temporaneo.  Frattanto, la macchina dell'accoglienza si è messa in moto e tutta l'organizzazione sembra pronta. «Noi siamo pronti - dice Giada Gasperi della Misericordia, che coordina i volontari a Lizzano -. Il nostro compito nellla protezione civile è quello di svolgere funzioni di segreteria, catalogazione, gestione dei volontari e prima assistenza. Anche la mensa verrà affidata alla cooperativa che gestisce i pasti alla Misericordia e non all'ospedale Pacini di San Marcello». 

Carla Strufaldi è reduce da intense giornate di riunioni e mediazioni con la gente di Lizzano, il piccolo paese di un centinaio di abitanti che dovrà convivere con questi ospiti così atipici. «Per stasera (ieri sera per chi legge, ndr) ho convocato un'assemblea a Lizzano proprio per parlare con i residenti - dice il sindaco di San Marcello - e le loro preoccupazioni sono giuste. Purtroppo non c'è stato il tempo per chiarire quanto stava avvenendo, anche perché le notizie sono arrivate all'ultim'ora e sono in continua evoluzione; capita per ogni emergenza».  Rispetto alle garanzie che il sindaco aveva chiesto nelle riunioni in prefettura, la certezza è arrivata solo per alcune.

«Ci hanno risposto positivamente sulle garanzie che riguardano gli aspetti igienico-sanitari, delle quali si farà garante l'Asl, e per quanto riguarda quelle sulla sicurezza e l'ordine pubblico».  C'è poi l'aspetto della mediazione, cioé di come comunicare con questa gente, la maggioranza della quale, si presume, non conosce una parola d'italiano. «Ci saranno i mediatori culturali della Caritas e la coop che gestisce questo servizio per conto dell'ufficio migranti del nostro comune - risponde Carla Strufaldi - C'è anche la disponibilità della Provincia per rendere pronte quantoprima altre soluzioni sul territorio, in modo da allegerire il carico su Lizzano». Francesco Albonetti

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