Il lutto
La sistemazione dell’argine del torrente doveva essere ultimata a dicembre
San Marco, trovato carburante nella Brana
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Il tratto di argine franato sul torrente Brana2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. «Consegna lavori 16 dicembre, durata 30 giorni naturali e consecutivi». Dice così il cartello del Consorzio Ombrone Bisenzio eretto a fianco del ponte sulla Brana in Porta San Marco. I lavori sono quelli per la risistemazione dell'argine del torrente, crollato il 22 novembre dello scorso anno. Stando al cartello, dovrebbero essere terminati ormai da più di due mesi. Invece sono appena cominciati, come è facile constatare gettando uno sguardo dal ponte. L'argine della Brana crollato nel letto del torrente è ancora tutto lì, parzialmente coperto dai teli di plastica. Alla base della frana sono state piazzate delle grandi pietre, per evitare che la corrente faccia ulteriori danni. Sopra, la pista ciclabile che fiancheggia il torrente è chiusa da novembre. Ma cos'è successo? Come mai la data prevista per la fine dei lavori è passata da un pezzo ma il cantiere non accenna a riprendere vita?. «La spiegazione c'è - dice il presidente del Consorzio Ombrone Paolo Bargellini - non è che noi ci divertiamo ad iniziare i lavori e poi a lasciarli lì. Semplicemente, è successo che, appena iniziata la risistemazione dell'argine, è stata scoperta una vasta dispersione di carburante, un inquinamento del suolo. In quella zona, fino a pochi anni fa, c'era un distributore. Ecco, siamo fermi perché occorre trovare un accordo sulla bonifica e sui lavori, al tavolo ci siamo con Arpat e Comune». Insomma, intoppi burocratici che - per il momento - hanno bloccato le ruspe dell'impresa "Terra uomini e ambiente" di Castelnuovo Garfagnana, vincitori dell'appalto bandito a dicembre dal Consorzio, del valore di quasi 39.000 euro. «Se non ci saranno sorprese - continua Bargellini - contiamo di poter concludere il lavoro entro la fine di giugno. Ma alcune questioni rimangono da risolvere: ad esempio, chi pagherà per la bonifica? Il principio fondamentale dovrebbe essere "chi inquina, paga". Vedremo».
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