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TRASPORTO PUBBLICO
Gli enti locali devono alzare la voce per salvare la mobilità pistoiese
Roberto Cassigoli segretario Filt Cgil Pistoia
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I finanziamenti aggiuntivi autonomamente disposti dalla Regione Toscana per cercare di contenere la voragine generata dai tagli del governo nel Tpl, gli sforzi degli enti locali ed il rispetto degli impegni presi dalle aziende per diminuire i costi fissi e di struttura nell'accordo regionale del 15 febbraio, coprirebbero abbondantemente - nel bacino pistoiese - il taglio governativo e permetterebbero, anche, tenendo conto di quanto deliberato dalla Regione in tema di ulteriori risorse nel comparto del Tpl a Pistoia, di affrontare, quasi in toto, la "storica" questione dell'equilibrio del bilancio economico del Copit spa. Mentre questo è il quadro su cui è attivo il tavolo tecnico provinciale, giunge voce che l'amministratore delegato della Ctt, Banci, nell'ultima riunione del cda ha proposto di "integrare-sostituire" (?) alcune unità lavorative (già in forza alle aziende storiche e trasferite alla ctt insieme al loro lavoro) con un ulteriore numero di dipendenti. Tutti conoscono - anche chi fa finta di non saperlo! - il pensiero "fisso" del dottor Banci su queste materie: da una parte il suo rifiuto dell'ipotesi di riforma del Tpl avanzato dalla Regione Toscana, il suo no pervicace all'azienda unica regionale di gestione dei servizi; e dall'altra l'obiettivo - da più parti "candidamente" dichiarato di introdurre/consolidare presenze empaticamente a lui congeniali. sia di amministratori sia di dipendenti nella Ctt per averne, in maniera incontrastata, il ruolo guida. E' evidente il disegno - che non è solo del dottor Banci, è ben più larga la compagine amicale in materia! - di mantenere e consolidare l'attuale status quo esistente nel Tpl, la ragnatela di società e di poltrone, la governance (tradotto rozzamente: il potere) eccetera. Cosa che non può che produrre, in presenza dei tagli governativi alle risorse, altro che riduzione del servizio per i cittadini e conseguente attacco all'occupazione per i lavoratori. E quello che è inoltre stupefacente, è che un solo rappresentante di parte pubblica, presente nel cda della Ctt, che dovrà decidere - nella prossima riunione - in merito alle proposte avanzate dal dottor Banci, abbia espresso contrarietà e critiche verso tale proposta. La Regione deve intervenire e richiamare alla coerenza tutti i soggetti interessati a partire da quelli di espressione pubblica. Gli enti locali pistoiesi devono alzare la loro voce poiché quanto proposto dal dottor Banci significherebbe per l'economia dell'azienda della mobilità pistoiese, di cui sono soci - a maggioranza - gli stessi Comuni, un ulteriore duro colpo. Tutto il sindacato, senza tentennamenti, è chiamato ad opporsi con forza a quanto sta accadendo e ad imporre il rispetto del processo di riforma che vede nella costituzione dell'azienda unica regionale, congiuntamente alla difesa del servizio e dell'occupazione, i punti fondamentali dello stesso.
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