Il Tirreno

Pistoia

Far West nel piccolo ufficio postale

Tiziana Gori
Far West nel piccolo ufficio postale

Due banditi con pistola e fucile malmenano l'impiegata e bruciano un'auto

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 LA LIMA. Una rapina da Far West: porta dell'ufficio postale sfasciata, un ceffone all'impiegata, le urla, le minacce, e al momento della fuga un colpo sparato in aria. Tanto per rendere più "esaltante" l'avventura appena vissuta. Non si esclude che fossero sotto l'effetto di droghe i due uomini che ieri mattina, intorno alle dieci, hanno assaltato (come i banditi con le diligenze nel Far West, appunto) il piccolo ufficio postale della Lima, sulla statale 12.  Il tutto per un bottino davvero magro, circa 250 euro. Posti di blocco sono stati istituiti in ogni parte del comprensorio montano. I carabinieri hanno visionato anche le telecamere poste ai varchi dei vari comuni, di cui una proprio nelle vicinanze delle poste della Lima. Un'ora dopo la rapina l'auto a bordo della quale erano scappati i malviventi, una Renault Megane station wagon, è stata ritrovata, bruciata, all'esterno del cimitero di Mammiano. L'auto era stata rubata nel nord Italia qualche settimana fa.  L'ufficio postale della Lima, frazione nel Comune di Piteglio, è aperto solo il sabato. Ieri era giorno di pagamento delle pensioni, e su questo, sulla posssibilità di arraffare qualche migliaio di euro dalle pensioni, avranno fatto affidamento i due malviventi che ieri mattina, passamontagna in testa, si sono affacciati alla porta dell'ufficio imponendo all'impiegata, Donatella Paoleschi, di aprire.  Nell'ufficio c'era un'anziana a riscuotere la pensione. La porta si apre solo se l'addetto, dall'interno, preme un pulsante, e nonostante la minaccia di un fucile e una pistola, la Paoleschi ha deciso di non ubbidire al comando d'imperio dei ladri.  Anzi. Ha preso il telefono e ha composto il numero della sede delle Poste di San Marcello. «Aiuto, aiuto, c'è una rapina, mandate qualcuno».  Da San Marcello è partita una telefonata ai carabinieri. Nel frattempo, alla Lima, uno dei due rapinatori ha infranto il vetro antisfondamento con il calcio del fucile, mandandolo in frantumi. La cliente che si trovava dentro è scivolata silenziosamente fuori dalla porta, mentre uno dei due scavalcava la vetrata che separa lo sportellista dai clienti trovandosi a tu per tu con l'impiegata. Sembra che sia volato un ceffone, almeno da quanto ha raccontato la donna alle forze dell'ordine. «Dacci i soldi, dacci i soldi», ha urlato il rapinatore.  «Credo fossero italiani - racconterà poi Paoleschi ai carabinieri -. Alti, giovani, ben piazzati».  Ma il roller cash, la cassaforte a tempo, con i soldi delle pensioni, era chiusa, e non poteva essere aperta prima di un quarto d'ora. I rapinatori si sono dovuti accontentare del contante in cassa. Hanno arraffato i soldi e sono usciti. In strada, hanno sparato un colpo in aria. Uno dei due, racconterà Paoleschi, sembrava particolarmente su di giri. Erano entrambi armati, uno con un fucile, l'altro con una pistola.  Sono stati visti allontanarsi a bordo della Megane in direzione San Marcello. Non è chiaro però se avessero un complice, un "palo", ad aspettarli.  Sul posto sono intervenuti i carabinieri di San Marcello, e i colleghi del Nucleo operativo radiomobile di Pistoia. Militari della Compagnia di Pistoia hanno affiancato i colleghi che posti di blocco, ieri visibili lungo tutta la strada che da Pistoia porta all'Abetone.  Per i rilievi ed eventuali impronte è stato richiesto l'intervento della Scientifica. Rapinatori per pochi euro, ma con modalità decisamente cruente.

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