Attenzione
Una mamma contesta Bardelli
Elisa Pacini
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Adriana e il figlio Giuliano Sotto Luigi Bardelli ex presidente dellAias «Con i medici non si è comportato bene, noi ne abbiamo sofferto»
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PISTOIA. Il suo Giuliano ha appena compiuto 40 anni. E' stato molto felice della festa di compleanno che mamma Adriana, con tutta la famiglia, gli ha preparato, dei regali che ha ricevuto, tra cui una camicia a righe colorate donata da un'amica, che è stata in assoluto il suo regalo preferito. Giuliano è disabile psicomotorio, da sei anni ha avuto un peggioramento nella deglutizione e la madre, Adriana Vignozzi Brunetti, è al suo fianco da sempre. «La vita di una mamma di un ragazzo disabile - ci racconta - è fatta di tanto bene, di tanta volontà e anche di rassegnazione. Fin da quando era piccolo ho sempre organizzato a casa mia feste ed incontri con i suoi amici perché questi sono ragazzi che danno davvero tanta bontà agli altri». Quella di Adriana è una lotta continua in aiuto del suo Giuliano, terzogenito di tre fratelli che l'hanno fatto felicissimo regalandogli la bellezza di essere "zio". E lui è affezionatissimo ai nipotini. Giuliano va all'Aias da quando è un adolescente, anche se la signora Vignozzi vi si era rivolta molto prima. Fin da quando Giuliano aveva pochi mesi, la mamma intuì che non era normale che il suo bambino non stesse su con la testa quando lo metteva seduto sul letto. «Fu una grande lotta - racconta - finché a tre anni, al Meyer, mi dissero quello che aveva». Si rivolse all'Aias, che il ragazzo frequentò finché, intorno agli otto anni, in seguito ad un aggravamento fisico, la mamma dovette prendere un'altra decisione. «All'Aias mi dissero che non si poteva fare nulla - dice Adriana - quindi insieme allo psicologo che lo aveva in terapia venne deciso di inserirlo alla scuola elementare del Belvedere, del direttore didattico Monti. In quegli anni tutta la fatica per la crescita di Giuliano gravava su di me. Poi, intorno al 1984, l'assistente sociale mi chiamò e mi disse che poteva tornare all'Aias. Intanto era cambiato il medico ed era arrivata la dottoressa Gianfranchi». Da più di vent'anni quindi la famiglia Vignozzi Brunetti frequenta il centro riabilitativo di San Biagio. E per questo la signora ci ha chiamato per dirci che, in merito al clima che si respira dopo il commissariamento, i ragazzi in ogni modo dovrebbero starne fuori. «In questo momento difficile - dice Adriana - ci vorrà un po' di pazienza da parte di tutti. Perché i ragazzi sentono questo stato di confusione. La scuola e le attività vanno avanti con una tensione evidente e i ragazzi l'avvertono». L'esperienza che ci racconta è quella di una mamma che ha cercato di star sempre vicina al figlio, che ha partecipato ad ogni attività proposta dal centro nei limiti del possibile. «Il mio bambino - tiene a dire Adriana - ora ha due maestre favolose. Io sono una persona che ha sempre voluto bene a tutti ma c'è bisogno di persone preparate per stare con questi ragazzi. Da loro non si può pretendere l'impossibile. Racconto solo una cosa. Una volta, anni fa, prima di un'uscita programmata al Carnevale di Viareggio, io dissi che non volevo che mio figlio andasse perché non ama la confusione. Un'operatrice mi rispose in malo modo, dicendomi "l'idea me la sono fatta di come è lei"». In questi anni ha visto passare tanti operatori e tanti medici. E proprio sui dottori andati e venuti negli anni all'Aias dice la sua opinione su alcune decisioni prese dal presidente Luigi Bardelli. «Non si è comportato bene - dice Adriana - con diversi dottori che non sono più all'Aias. Noi ne abbiamo sofferto perché conoscevano i ragazzi e sono dottori stimati, che infatti lavorano tutt'ora all'Asl».
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