Il Tirreno

Pistoia

In scena la scuola di ieri e di oggi

Il teatro Mascagni di Popiglio
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Il teatro Mascagni di Popiglio

Domani al Mascagni "Il libro Cuore e altre storie"

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 PITEGLIO. Si conclude sull'onda delle celebrazioni del 150º anniversario dell'unità d'Italia, domani alle 21, la stagione 2010/2011 del teatro Mascagni di Popiglio, promossa dai Comuni di Abetone, Cutigliano, Piteglio, San Marcello, Comunità montana e Associazione Teatrale Pistoiese. In scena, proposto dalla compagnia Pupi e Fresedde-Teatro di Rifredi lo spettacolo "Il libro Cuore ed altre storie", firmato, con il 'contributo' di De Amicis e Stefano Benni, a quattro mani da Angelo Savelli, che ne cura anche la regia, e dall'attrice Lucia Poli, qui protagonista, con, al suo fianco, Massimo Grigò e Francesco Franzosi.  Lucia Poli, che per diversi anni è stata insegnante di lettere e che d'insegnamento ha già parlato in alcuni suoi spettacoli, torna ancora una volta, grazie alla complicità di Angelo Savelli, ad aggirarsi tra banchi e cattedre per proporci un'immagine divertente, disincantata ed amara della scuola italiana di ieri e di oggi. Prima parte. In una fredda giornata del 1923, a Torino, Enrico Bottini e Carlo Nobis, due ex alunni della scuola Baretti, resa celebre dal libro "Cuore" di Edmondo De Amicis, si incontrano ad un allenamento di scherma. I due si riconoscono e, anche se controvoglia, finiscono per abbandonarsi ad una colorita rimpatriata nella loro infanzia scolastica, fatta di genitori, professori ed alunni evocati come in una grottesca passerella felliniana, mentre in scena si materializzano i fantasmi della opprimente madre di Enrico e della patetica maestrina della penna rossa.  Dieci riforme più tardi, e siamo alla seconda parte, la scuola italiana dell'autonomia, del federalismo, della globalizzazione, ha rinunciato ad ogni immagine unificante e ad ogni missione formativa nazionale. Sulla scena assistiamo allora, grazie anche al contributo della pungente penna di Stefano Benni, alla comica esibizione, quasi cabarettistica, di una serie di buffi presidi, funzionari e professori di letteratura, scienze e religione, impegnati in un disperato sperimentalismo permanente. E intanto gli alunni cercano rifugio a questo caos surreale chi nel cinismo giovanilistico e chi in uno strategico autismo.

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