Sicurezza
Mochi al Comitato: «Abbiamo già risposto e già fatto chiarezza in consiglio comunale»
«Basta con le solite accuse sul Cassero»
◗
Renzo Mochi 3 MINUTI DI LETTURA
CASALGUIDI. «È inconcepibile continuare ad alzare il dito sulla vicenda relativa alla mancata notifica agli amministratori comunali della diffida inviata dalla Provincia a Pistoiambiente, sulla quale l'amministrazione ha fatto ripetutamente chiarezza sia in consiglio comunale che attraverso posizioni assunte a mezzo stampa». Così il sindaco Renzo Mochi inizia la sua replica al Comitato cittadino di Serravalle Pistoiese che in un articolo apparso martedì 29 marzo su "Il Tirreno" denuncia presunte scorrettezze sulla vicenda e annuncia indagini in corso sulle irregolarità della commissione III. «Nessuna indagine risulta formalmente avviata nei confronti della Commissione III - precisa il sindaco -, per cui desta a dir poco stupore apprenderne l'esistenza da parte di un organo esterno come il Comitato. Tale commissione - aggiunge Mochi - non ha mai avuto le caratteristiche di una commissione d'inchiesta, né ha mai teso a ricercare colpevoli o a punire qualcuno. Il suo lavoro si è svolto nel rispetto di quanto previsto dagli articoli 2, 3, 4 del vigente Regolamento per la costituzione e il funzionamento delle commissioni consiliari permanenti, trattando argomenti inerenti alla discarica di Fosso del Cassero regolarmente iscritti all'ordine del giorno. Nel fare questo si è anche occupata di verificare, in ordine alla mancata notifica, lo svolgimento dei fatti e la regolarità delle procedure, confermando nelle sue valutazioni conclusive sia la versione data dagli amministratori in consiglio comunale che il corretto rispetto delle procedure protocollari. Non si comprende pertanto questo accanimento reiterato e continuo del Comitato, dal sapore squisitamente "punitivo", né si comprende il polverone che esso cerca di alzare sulla questione più in generale della discarica del Cassero. Le procedure relative all'impianto e al suo ampliamento - spiega ancora Mochi - sono state oggetto di continue verifiche da parte della Guardia di Finanza che dopo una frequentazione del Palazzo durata alcuni anni ha finito con il concludere che niente e nulla vi era da eccepire. Non solo, l'ampliamento è stato oggetto di continui ricorsi che si sono conclusi di recente con una sentenza di rigetto in via definitiva da parte del Consiglio di Stato. Un accanimento incomprensibile, anche pur muovendo da obiettivi che vogliamo considerare nell'esclusivo interesse del buon andamento dell'attività amministrativa e che arriva ad esprimersi anche nella richiesta di documentazione che per la sua specificità non può risultare giacente - per legge - presso il palazzo comunale». Sulla trasparenza amministrativa e sull'accesso agli atti il primo cittadino di Serravalle tiene a sottolineare la volontà del Comune di andare incontro il più possibile alle esigenze del Comitato e più in generale dei cittadini, ma anche a precisare che ciò deve avvenire nel rispetto dei limiti imposti dalla legge e dal buon senso. «Il diritto di accesso agli atti amministrativi, talora concesso da questa amministrazione andando oltre gli stessi limiti previsti dalla legge "241" (sussistenza da parte del richiedente del diritto soggettivo o dell'interesse legittimo), non può essere identificato - precisa il sindaco - con il generico ed indistinto interesse di ogni cittadino, come sancito anche da varie pronunce giurisprudenziali, né può atteggiarsi, nel caso specifico del Comitato, ad una sorta di azione popolare diretta a consentire una forma di controllo generalizzato sull'amministrazione. In ambedue i casi ciò equivarrebbe - di fatto - ad uno svilimento dell'azione amministrativa che deve essere rivolta invece con speditezza - come noi abbiamo intenzione di fare - verso la realizzazione del programma di mandato e il soddisfacimento esclusivo dell'interesse pubblico».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
