Il Tirreno

Pistoia

«Roberto è morto nel bosco»

Fabio Calamati
Le ricerche del fungaiolo A sinistra in alto Roberto Nanni, in basso l’avvocato Malucchi
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Le ricerche del fungaiolo A sinistra in alto Roberto Nanni, in basso l’avvocato Malucchi

Ma sul mistero si allunga l'ombra di un delitto

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 PISTOIA. Un'ombra terribile, il sospetto di un omicidio si allunga sinistra sulla scomparsa di Roberto Nanni, il fungaiolo sessantunenne di Bottegone di cui si sono perse le tracce il 20 agosto scorso, durante una escursione alla ricerca di funghi nei boschi di Pian di Novello.  L'ipotesi è contenuta in un'istanza di riapertura delle indagini che i legali della sorella Luisa, gli avvocati Fausto Malucchi ed Elena Baldi, potrebbero presto depositare alla Procura della repubblica di Pistoia. Intanto hanno chiesto alla Provincia, alla prefettura e ai Comuni di Abetone e Cutigliano l'organizzazione di una nuova battuta per ricercare il corpo di Nanni vicino a dove è stato visto vivo l'ultima volta.  L'altro ieri sera il caso di Roberto Nanni è approdato anche alla trasmissione tv "Chi l'ha visto?", che ha descritto le circostanze della sua scomparsa e ha diramato un appello, rimasto al momento senza riscontri.  Finora nessuno aveva affermato che il tranquillo fungaiolo di Bottegone, tappezziere in pensione, fosse stato ucciso. Allora perché questa svolta clamorosa? Gli avvocati Malucchi e Baldi partono da un dato che ritengono incontrovertibile: Roberto Nanni di certo non è scomparso volontariamente. Le sue condizioni di salute erano buone e dal punto di vista economico non aveva preoccupazioni. Queste considerazioni, insieme ad altri elementi raccolti in questi mesi di indagini difensive, hanno convinto la sorella e i due legali che il pensionato non aveva nessuna intenzione di "scomparire" di proposito, in quei giorni dello scorso agosto.  L'alternativa è una sola: purtroppo Roberto Nanni è morto. Nonostante le buone condizioni fisiche, potrebbe essere stato ucciso da un malore mentre cercava funghi nei boschi attorno al Balzo delle Fate, zone particolarmente impervie e quindi faticose da percorrere anche per un camminatore allenato. L'amico che si trovava con lui al momento della scomparsa, Massimo Mungai, dipendente dell'ufficio economato della Provincia, ha raccontato di aver scambiato qualche parola con Nanni attorno alle 12,10 di quel maledetto venerdì. Poi i due amici si sono allontanati. «Io - raccontò allora Mungai al "Tirreno" - ho tagliato un po', lui mi ha detto che sarebbe venuto su con calma, scegliendo i posti. Cinque minuti dopo non c'era più».  Se Nanni è stato stroncato da un malore, il suo corpo deve essere ancora lassù, nei boschi di Pian di Novello. Di qui la richiesta di una nuova ricerca, che in questo momento dell'anno sarebbe anche molto agevole, dato che le piante del sottobosco non hanno ancora ripreso a crescere. L'area della ricerca, inoltre, non dovrebbe essere particolarmente vasta: in quei giorni nei boschi c'erano tanti cercatori di funghi e se il tappezziere in pensione avesse percorso molta strada, avrebbe inevitabilmente finito per incontrare qualcuno.  È vero che per diversi giorni - lo scorso agosto - tutta la zona fu battuta da ricerche che videro impegnati il Soccorso alpino, i vigili del fuoco, il Corpo forestale, i carabinieri, il 118 e la Croce rossa di San Marcello. Ma le condizioni del bosco potrebbero aver ostacolato i soccorritori. Comunque per la sorella Luisa e per i suoi avvocati vale la pena riprovarci.  E se il corpo non si trovasse? «Se l'esito della ricerca fosse infruttuoso - dicono gli avvocati Malucchi e Baldi - abbiamo già predisposto un'istanza di riapertura delle indagini da presentare alla Procura della repubblica di Pistoia affinché queste siano compiute non più ipotizzando solo la scomparsa del Nanni, bensì il reato di omicidio e di occultamento di cadavere. Non ci sarebbe altra chiave di lettura logica».  Un'ipotesi sconvolgente, che giunge del tutto nuova nella vicenda della scomparsa di Roberto Nanni. Gli avvocati Malucchi e Baldi, tra i penalisti più noti del foro di Pistoia, preferiscono al momento tenere l'istanza di riapertura delle indagini nei loro cassetti e conservare la riservatezza sugli elementi che potrebbero essere emersi dalle loro indagini difensive e dalla rilettura degli atti contenuti nel fascicolo della Procura.  Per il momento all'ordine del giorno c'è solo la richiesta di una nuova ricerca nei boschi di Pian di Novello. Se la scomparsa di Nanni è stata un fatto accidentale, i poveri resti del pensionato di Bottegone dovranno saltar fuori.

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