Il dolore
Mancano i soldi per le rotatorie
Tiziana Gori
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Da sinistra, lincidente che costò la vita a Giorgio Risini il 2 agosto dello scorso anno; fiori sul luogo dove Luigj Gjondrekaj è stato investito due giorni fa; la terribile scena dello scontro del 21 febbraio 2010: vittime Eligio Fratello e Carlo Gherardeschi Ma l'Aci ha una proposta alternativa: restringere le carreggiate
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PISTOIA. Dolore e sconcerto per l'ennesima morte sulla Nuova Pratese. Stamani, alle 10,30, su disposizione del sostituto procuratore Francesco Sottosanti, sarà eseguita all'ospedale del Ceppo l'autopsia sul corpo di Luigj Gjondrekaj. Trentun anni da compiere il primo di giugno, Gjondrekaj ha perso la vita mercoledì mattina sull'asfalto della strada provinciale, dopo un violento impatto frontale tra il suo scooter e un furgone guidato da un operaio albanese di 21 anni. La sua tragica morte ha riportato d'attualità un interrogativo: cosa fare per mettere in sicurezza la strada, che ha un limite di velocità di 70 km orari raramente rispettato, una carreggiata ampia che invita al sorpasso e numerosi incroci che rendono eventuali sorpassi alquanto pericolosi?. La risposta della Provincia è chiara: rotatorie. L'assessore alla viabilità Mauro Mari ha firmato un protocollo d'intesa con il collega del Comune Riccardo Pallini per la realizzazione di tre rotatorie tra il Dano e il confine con Agliana. La prima venendo da Pistoia, all'incrocio tra la Nuova Pratese e via degli Oleandri; la seconda all'intersezione semaforica di Chiazzano; la terza all'incrocio con via Garcigliana, proprio dove mercoledì è morto Luigj Gjondrekaj. Ma... mancano i finanziamenti. Il protocollo è destinato a rimanere un elenco di buone intenzioni in attesa di finanziamenti regionali o statali attinti da specifici bandi. Nemmeno di autovelox si parla, perlomeno per il 2011. La Polizia provinciale non ha il numero di addetti sufficiente ai controlli. La Polizia municipale, organo del Comune, potrebbe operare dopo il via libera della Provincia e l'eventuale ok della Prefettura, ma mancano i soldi per comprare l'apparecchio. Rotonde e autovelox sono le uniche due soluzioni possibili? Non secondo il consulente dell'Aci Marco Bresci. «La carreggiata è ampia. Lasciarne una parte ai lati ad uso pista ciclabile - protetta naturalmente - potrebbe far rispettare con minore difficoltà il limite di 70 chilometri orari. Bene le rotatorie, ma se è vero che rendono più fluido il traffico, sono ad alto rischio per pedoni e ciclisti. Quando si realizza una rotatoria dobbiamo sempre pensare all'incolumità dei pedoni con attraversamenti protetti nelle vicinanze». Altra questione, l'illuminazione. «Nel tratto dove si trova un noto locale (il No bar, ndr) non ci sono lampioni, né attraversamenti pedonali. Sarebbe sensato pensare a soluzioni anche per questo problema». Intanto nelle prossime settimane, in Prefettura, sarà presentato il risultato dell'indagine statistica elaborata con il Sirss (Sistema integrato regionale di sicurezza stradale), progetto cofinanziato con fondi ministeriali, regionali e provinciali. Verranno resi noti i dati sull'incidentalità dal 2008 al 2010 su tutte le strade provinciali. Un punto di partenza, spiega il responsabile del progetto, ingegner Alessandro Silvietti, per trovare soluzioni che portino al miglioramento delle circolazione stradale.
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