Sicurezza
Allergie in aumento: troppi alberi
Francesco Albonetti
«Pollinosi raddoppiate in 10 anni anche per le scelte di verde urbano»
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PISTOIA. Allergie in aumento negli ultimi anni, anche quelle provocate dai pollini. Ma le allergie che fanno starnutire e provocano pruriti vari, non aumentano tutte allo stesso modo. Secondo i dati elaborati dagli allergologi dell'unità di pneumologia dell'ospedale del Ceppo, che per le pollinosi lavora a stretto contatto con l'Arpat, negli ultimi dieci anni sono diminuiti i casi di persone colpite da allergia da graminacee, mentre aumentano tutte le allergie ai pollini degli alberi: cipressi, betullacee, corilacee (noccioli), olivo. Una delle ipotesi individuate per questo singolare andamento non uniforme, è la scelta degli allestimenti del verde pubblico nei centri urbani, Pistoia e le altre cittadine della provincia. Ecco in sintesi le novità pistoiesi su questo diffusissimo male di stagione che sono le allergie da pollini. Allergie: casi in aumento. Negli ultimi anni all'unità operativa del Ceppo che lavora sotto pneumologia, le visite sono state 4.916 e di questi pazienti 2.944, pari al 60%, sono risulti positivi ai test. Al primo posto per le allergie troviamo nettamente le graminacee, in pratica le erbacce, col 62%. Seguono nell'ordine olivo (38%), cipresso (35%), corilacee (34%), betullacee (32%), composite (25%) e urticacee (23%). Troppi cipressi. «L'aspetto singolare evidenziato da questi nostri dati - dice il responsabile allergologo Franco Vannucci - è il paragone rispetto a dieci anni fa. Se in generale si assiste ad un aumento delle allergie fra il 2000 e il 2010, non è così per tutti i pollini. Infatti, le allergie da graminacee, pur essendo le più diffuse, sono diminuite di circa il 5% rispetto al 2000, così come le composite e le urticacee. Al contrario, sono aumentate anche in modo molto sensibile le allergie da cipresso (passate dal 14 al 21%), corilacee (raddoppiate), betullcee (da 10 a 18%) e olivi (dal 24 al 16%). Insomma, meno allergie da erbacce, più allergie da pollini di alberi». Verde e rotatorie sotto accusa. La causa di questo fenomeno, secondo l'allergologo, può essere dovuta a tre fattori principali: «E' aumentata l'attenzione di noi operatori per questo tipo di allergie, perché gli alberi, anche a causa dei cambiamenti climatici, hanno una fioritura precoce - spiega Vannucci - e quindi l'attenzione per le allergie viene anticipata dal tradizionale periodo primaverile a quello gennaio-aprile. Un altro motivo importante è la maggiore presenza di alcuni alberi, principalmente il cipresso. Vengono utilizzati nelle città come arredo di verde pubblico, nei parchi e anche all'interno delle rotatorie. Il polline del cipresso quando è grande e arriva a maturazione sessuale, è un cocktail micidiale per chi è allergico, che viene accentuato dall'inquinamento atmosferico». Quindi, maggiore attenzione degli allergologi, eccesso di piantumazioni di alberi tipo il cipresso (che fa molto Toscana, come l'olivo) ed inquinamento atmosferico. L'Arpat registrava discrete concentrazioni di pollini di cipressi, betulle e noccioli già a febbraio. Visite e lista di attesa. La lista di attesa per una visita allergologica all'ospedale del Ceppo, è intorno a tre mesi. «Il tempo non è lungo, ma chi è allergico dovrebbe evitare di rivolgersi al medico proprio nei periodi topici, cioé a settembre e, soprattutto, in queste settimane, all'inizio della primavera. Le allergie ai pollini non sono malattie gravi, ma incidono sulla qualità della vita e, a volte, sono accompagnate da ansia e ipocondria».
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