Il Tirreno

Pistoia

Un ristorante nella ex chiesa

Marta Quilici
Il rudere della chiesa di San Biagio, a Casini
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Il rudere della chiesa di San Biagio, a Casini

Progetto ultimato, manca l'ok del Comune e della Sovrintendenza

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 QUARRATA. Quattro o cinque alloggi, un salone pubblico, e un bellissimo ristorante di lusso. È stata costruita intorno al 1165, ha resistito a secoli di storia, alle due guerre mondiali, ma dal 1957 è abbandonata.  Adesso l'antica chiesa di San Biagio a Casini, visibile anche da via Firenze, è un rudere in declino. Ma nel cassetto della parrocchia di Casini, proprietaria dell'immobile, c'è ancora un progetto di riqualificazione da far approvare e consegnare a un privato.  Di ricavare alcuni appartamenti dalle rovine della chiesa, se ne parla ormai da anni, ma per adesso nessun mattone è stato mosso. Ma il progetto è tutt'altro che fermo. Anzi. Manca soltanto l'approvazione da parte del Comune e della Sovrintendenza di una porzione del progetto che prevede l'uso non abitativo del vecchio edificio. Infatti, la parte del progetto che riguarda la realizzazione di 4 o 5 alloggi all'interno dei locali annessi alla chiesa, ha già il parere favorevole della Sovrintendenza e del Comune. Rimane da analizzare la parte destinata ad uso non abitativo dell'immobile che riguarda proprio l'area della navata e della parte di edificio destinata al culto.  Qui, secondo il progetto elaborato dallo studio dell'ingegnere quarratino Franco Gori, dovrebbe nascervi un salone usufruibile da tutta la comunità (dal Comune, dalla parrocchia, ecc.) e anche un'attività commerciale. L'idea prevalente sarebbe quella di ricavarci un ristorante di alto livello. «Tutto il progetto di ristrutturazione - spiega l'ingegner Franco Gori - è fatto in modo da salvaguardare e rispettare le caratteristiche dell'immobile. La previsione di ricavarci un'attività commerciale serve a rendere appetibile al privato il progetto di ristrutturazione».  Per il momento infatti, la proprietà dell'immobile è della parrocchia di Casini, ma una volta approvato il progetto, tutta l'edificio passerebbe nelle mani dei privati. «Un imprenditore interessato - continua Gori - ci sarebbe già».  Qualche anno fa il progetto venne approvato sia dalla Soprintendenza che dal Comune, ma il nuovo regolamento urbanistico ha reso necessaria qualche modifica. «Il problema - spiega Gori - riguardava la metratura minima degli appartamenti che in uno o due casi, volendo rispettare nel progetto le suddivisioni originarie degli alloggi annessi alla chiesa, era inferiore a 75 metri quadri. Per il nuovo regolamento, invece, gli alloggi devono essere più grandi di 75 metri quadri, quindi è stato necessario cambiare il progetto».  «In quel punto - spiega l'architetto Stefano Veloci, della Soprintendenza - c'è inoltre il problema della sicurezza idraulica, trovandosi in basso e nei pressi del torrente (lo Stella, ndr)».  «La questione sta andando avanti - spiega l'assessore all'urbanistica Luca Gaggioli - C'è stato un incontro in Comune anche pochi mesi fa, nell'autunno del 2010».  

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