Sicurezza
L'importanza del mangiar sano per i bambini
Massimo Vitulano
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Studenti ad una mensa scolastica Un successo il progetto della Misericordia nelle scuole montalesi
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MONTALE. Il cibo fa parte della nostra cultura, ci caratterizza in un certo senso. Un fondo di verità, del resto, non manca allo storico detto che dichiara: "Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei". Si dà il caso, però, che le abitudini alimentari della società contemporanea siano mutate sensibilmente. I ritmi dell'attività lavorativa, frenetici e quanto mai snervanti, pretendono che si rispettino certi orari: impossibile sforare anche solo di un minuto durante la pausa pranzo. In soccorso degli affaccendati lavoratori si sono presentate le multinazionali dei cibi pronti o surgelati, senza contare gli innumerevoli fast food sparsi in ogni città. Le conseguenze di un'alimentazione così sregolata sono evidenti e non si fanno attendere: obesità già in età infantile, problemi cardiovascolari, e molto altro ancora, col procedere degli anni. Il progetto, realizzato dalla Misericordia di Montale con il patrocinio del Comune e il contributo del Cesvot, dal titolo "Aspetti e dispetti dell'alimentazione", si propone proprio questo: educare ad una corretta alimentazione. Iniziato circa un anno fa, con la collaborazione di specialisti del settore come la psicologa Laura Gelli, la dietista Elena Bazzurri e il massofisioterapista Antonio Santinacci, il progetto ha ottenuto una calorosa accoglienza da tutte le personalità coinvolte. Erano due i principali target di riferimento: bambini e ragazzi in età scolare ed anziani. Per entrambe le categorie, gli esperti hanno cercato di impiegare metodi efficaci, che riuscissero a trasmettere determinati messaggi, senza annoiare eccessivamente il proprio pubblico. Per i bimbi delle elementari e i ragazzi delle scuole medie, le lezioni hanno spesso assunto i tratti del gioco. Si sono sottoposti a divertenti esperimenti per stuzzicare l'uso dei sensi e godere appieno della bontà degli alimenti consumati. Ad esempio, durante un'esercitazione, sono stati offerti loro dei pezzi di cioccolato. Unico inconveniente: non potevano riconoscerli con la vista, dato che erano stati bendati. Dovevano lasciarsi trasportare dagli altri sensi, gusto e olfatto in primis. Lo scopo era di rievocare momenti e immagini associati a quel determinato prodotto, secondo l'insegnamento tratto dal brano "La Madelaine", contenuto nel romanzo "Alla ricerca del tempo perduto" di Marcel Proust. Per gli anziani, invece erano stati ideati degli specifici programmi basati sulla ginnastica dolce, così da contenere e prevenire gli acciacchi dell'età.
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