Sicurezza
Non ci sarà nesssun futuro per la Edilfiorente
Marta Quilici
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Asta fallimentare gestita dalla Isveg per vendere attrezzature edili di una ditta chiusa per fallimentoVenduti all'asta mezzi e materiali della ditta, in mobilità i 9 dipendenti
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PISTOIA. Un'altra azienda che non rinascerà. Nove operai in mobilità, un'impresa che sarà smantellata e un territorio sempre un po' più povero di lavoro. Ruspe, furgoni, ponteggi e macchine, tutto è stato venduto giovedì mattina nell'unico lotto da 168mila euro (di partenza) dell'asta fallimentare della Edilfiorente di via Sant'Alessio. Ad aggiudicarsi la vendita, per 174mila euro, è stata un'azienda di Roma che lavora nel commercio di macchinari edili. Un'impresa commerciale, dunque, e non edile, la cui intenzione (è facile da capire) non sarà quella di riprendere l'attività e far rifiorire il cantiere di via Sant'Alessio, ma semplicemente quella di rivendere i molti macchinari messi all'asta. A confermarne l'intenzione (legittima) è la messa in mobilità dei 9 lavoratori dell'azienda che fino a poco tempo fa erano ancora legati all'impresa grazie a un periodo di cassa integrazione.
L'ammortizzatore sociale non è stato rinnovato, i 9 dipendenti, tra operai e impiegati, sono stati liquidati e adesso possono contare soltanto su un periodo di mobilità. Di fatto, quindi, non sono più legati alla ex Edilfiorente e il nuovo acquirente non ha l'obbligo di farsene carico. Ma qualcuno ancora legato alla vecchia azienda c'è, e di lui dovrà occuparsene anche il nuovo proprietario: è un cagnolino tutto nero, meticcio. La taglia potrebbe far pensare a un cane da guardia, utile per sorvegliare il cantiere. In realtà la sua indole è tutt'altro che aggressiva: «E' buono e giocherellone - conferma Paolo Graziani, direttore dell'Isveg (Istituto vendite giudiziarie) che ha gestito l'asta - Non credo serva come cane da guardia, ma anche lui è rientrato nell'unico lotto della ex Edilfiorente». Giovedì mattina l'asta fallimentare ha messo in vendita tutti i beni dell'azienda, venduta tutta in blocco: 186 articoli, tra auto, macchine da lavoro, furgoni, ruspe, gru, materiali da ufficio sono state messe all'asta in un unico lotto dal valore stimato di partenza di 168mila euro. Tra macchinari e strumentazioni in vendita, al numero 142 dell'elenco, c'è finito anche il cagnolino.
I beni dell'azienda erano concentrati soprattutto nel cantiere di Sant'Alessio, ma ce n'erano anche sparsi in altri cantieri della provincia tra cui via Ciliegiole, San Felice, Lamporecchio e in zona La Collina. Il buon esito della gara, conclusasi con l'acquisto di tutto il lotto per 174mila euro, servirà comunque a colmare quei debiti che ogni fallimento si lascia alle spalle, compreso quello nei confronti dei dipendenti, i quali però, hanno già ottenuto oltre il 70% dei crediti arretrati e per il restante importo hanno già firmato il ricorso per accedere al fondo di garanzia dell'Inps. «Si tratta - spiega Valeria del Pizzo, segretaria di Fillea Cgil - di una parte del Tfr. In ogni fallimento, purtroppo, rimangono sempre dei crediti in sospeso per i lavoratori. In questo caso comunque i lavoratori hanno già ottenuto il 72,2% dei crediti avanzati e adesso stiamo lavorando per ottenere la percentuale restante. L'amarezza in questa vicenda è ancora una volta l'assenza di sbocchi lavorativi e la non rinascita del sito».
L'ammortizzatore sociale non è stato rinnovato, i 9 dipendenti, tra operai e impiegati, sono stati liquidati e adesso possono contare soltanto su un periodo di mobilità. Di fatto, quindi, non sono più legati alla ex Edilfiorente e il nuovo acquirente non ha l'obbligo di farsene carico. Ma qualcuno ancora legato alla vecchia azienda c'è, e di lui dovrà occuparsene anche il nuovo proprietario: è un cagnolino tutto nero, meticcio. La taglia potrebbe far pensare a un cane da guardia, utile per sorvegliare il cantiere. In realtà la sua indole è tutt'altro che aggressiva: «E' buono e giocherellone - conferma Paolo Graziani, direttore dell'Isveg (Istituto vendite giudiziarie) che ha gestito l'asta - Non credo serva come cane da guardia, ma anche lui è rientrato nell'unico lotto della ex Edilfiorente». Giovedì mattina l'asta fallimentare ha messo in vendita tutti i beni dell'azienda, venduta tutta in blocco: 186 articoli, tra auto, macchine da lavoro, furgoni, ruspe, gru, materiali da ufficio sono state messe all'asta in un unico lotto dal valore stimato di partenza di 168mila euro. Tra macchinari e strumentazioni in vendita, al numero 142 dell'elenco, c'è finito anche il cagnolino.
I beni dell'azienda erano concentrati soprattutto nel cantiere di Sant'Alessio, ma ce n'erano anche sparsi in altri cantieri della provincia tra cui via Ciliegiole, San Felice, Lamporecchio e in zona La Collina. Il buon esito della gara, conclusasi con l'acquisto di tutto il lotto per 174mila euro, servirà comunque a colmare quei debiti che ogni fallimento si lascia alle spalle, compreso quello nei confronti dei dipendenti, i quali però, hanno già ottenuto oltre il 70% dei crediti arretrati e per il restante importo hanno già firmato il ricorso per accedere al fondo di garanzia dell'Inps. «Si tratta - spiega Valeria del Pizzo, segretaria di Fillea Cgil - di una parte del Tfr. In ogni fallimento, purtroppo, rimangono sempre dei crediti in sospeso per i lavoratori. In questo caso comunque i lavoratori hanno già ottenuto il 72,2% dei crediti avanzati e adesso stiamo lavorando per ottenere la percentuale restante. L'amarezza in questa vicenda è ancora una volta l'assenza di sbocchi lavorativi e la non rinascita del sito».
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