Il Tirreno

Pistoia

Allestito all’istituto De Franceschi

In un archivio la storia dell'agricoltura pistoiese

Eugenio Fagnoni
Due immagini dell’archivio dell’agricoltura pistoiese aperto all’istituto agrario e liberamente consultabile
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Due immagini dell’archivio dell’agricoltura pistoiese aperto all’istituto agrario e liberamente consultabile

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 PISTOIA. Da qualche giorno, presso l'istituto agrario "Barone de Franceschi", si può trovare una raccolta unica di testimonianze, oggetti e documenti che consentono di leggere la storia di oltre un secolo dell'agricoltura della provincia e nazionale.  Un'agricoltura nata localmente come comparto tradizionale fatto di vino ed olio nelle colline, di ortofrutta, grano, granturco e panico nella piana e di allevamento bovino e di pecore e capre. Ma poi trasformatasi in settori specializzati come il vivaismo da esterno nella piana pistoiese e floricoltura e vivaismo olivicolo e di piante da interno e da terrazzo in Valdinievole.  L'archivio nel quale si salva questa affascinante storica di uomini e di inventiva, è stato inaugurato alla presenza del preside dell'istituto Andrea Faini e degli ordinatori di tutto il materiale, professori Giovanna Sgueglia e Carlo Vezzosi, del nuovo direttore dell'Associazione vivaisti pistoiesi, Emanuele Begliuomini, di tecnici ed operatori. Il riordino e la ripulitura di tutto il materiale documentario è stato possibile per la collaborazione ed il sostegno finanziario della Fondazione agraria Barone de Franceschi, della Onlus Giorgio Tesi, dell'Istituto storico della Resistenza di Pistoia, del Collegio degli agronomi e della Biblioteca Forteguerriana, tramite il lavoro dell'esperto Luciano Vannucci. L'archivio è un vero tesoro cartaceo, che si provvede ora a trasferire on line per essere al passo cui tempi, poiché - come ha precisato Carlo Vezzosi che ha riordinato tutto il materiale - vi si trova tutta la documentazione, unico esemplare, dell'Osservatorio di frutticoltura dal 1920 al 1944. Questa documentazione è raccolta - anno per anno - nelle "Note di Frutticoltura". Vi sono inoltre tutti i documenti storici e di studio del Consorzio antifiloserico dall'inizio del XIX secolo e fino al 1944.  C'è ed è un esemplare unico a livello nazionale il primo volume di analisi e di studio della frutta prodotta in Italia, il celebre "Manuale di pomologia". Molto interessanti poi, per leggere come negli anni si è evoluto il settore agricolo tradizionale e specializzato, le raccolte di "Riviste di Agricoltura" del secolo scorso e libri che trattano diversi temi dell'agricoltura che vanno da fine Ottocento agli inizi del Novecento.  Ci sono infine documenti e manoscritti che si riferiscono a contratti e rapporti di Comuni che oggi non esistono più, come il Comune di Tizzana.  «L'Archivio da adesso - come evidenzia l'insegnante Giovanna Sgueglia - si apre al territorio per valorizzare questo patrimonio e renderlo fruibile a tutti coloro che, per motivi di studio ed interessi personali, vogliono approfondire le tematiche riguardanti l'agricoltura e l'ambiente».  «Recuperare e valorizzare questo archivio, vuol dire per noi - afferma il preside dell'agrario "Barone de Franceschi" Andrea Faini - aggiungere un patrimonio comune alla storia del territorio ed alla storia recente del vivaismo che caratterizza la nostra provincia senza dimenticare il raccordo con l'università che potrebbe usufruirne per maggiori ricerche ed approfondimenti sul tema».  Per consultare o accedere all'Archivio della storia dell'agricoltura bisogna contattare la professoressa Giovanna Sgueglia (tel. 0573 402555).

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di Redazione web