Sicurezza
«Il nuovo Ceppo polo di eccellenze»
Francesco Albonetti
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Il sindaco Renzo Berti Il sindaco condivide parte dei timori dei medici, ma fuga i dubbi sul futuro
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PISTOIA. C'è grande malcontento, e non da oggi, fra i medici pistoiesi. Lo dimostrano le ripetute proteste dell'intersindacale dei dirigenti medici ospedalieri, ma il malcontento è diffuso anche fra i generici. In una fase di grande trasformazione della sanità, che tende a trasferire il fulcro dell'assistenza dalla degenza al territorio, una delle rivendicazioni più sentite è quella che riguarda il nuovo ospedale. C'è l'impressione di uno smantellamento e, con la scusa dell'intensità di cure e dell'area vasta che accentra le specialistiche a Careggi, che Pistoia perda eccellenze, anche dal punto di vista professionale. Il nuovo ospedale sarà solo un grande pronto soccorso dove si entra in ambulanza durante un'emergenza e si finisce ricoverati a Careggi? Il sindaco Renzo Berti, medico ed anche presidente della conferenza dei sindaci, da un lato ammette i rischi, dall'altro vuole fugare alcuni timori. «I numeri dovrebbero fugare i timori peggiori - dice Berti - Un ospedale da 400 posti, con 13 sale operatorie e 5 sale-parto, non può essere soltanto un grande pronto soccorso. Quello che cambia è la concezione è il modello: si parla di intensità di cure, con quattro livelli diversi di intervento. Il fulcro dell'assistenza non saranno più i medici, ma gli infermieri. Dall'altro lato capisco però che vi sia una certa apprensione ed è in questo senso che dobbiamo muoverci in questi due anni che mancano all'apertura del futuro Ceppo. L'indirizzo dovrà essere quello di fare del nuovo ospedale anche il luogo dove collocare alcune specialità che già adesso vedono risultati eccellenti. Penso alla chirurgia dell'obesità, ma non solo. C'è il rischio che l'organizzazione per area vasta, incentrata sulle Asl fiorentine, sposti nel polo di Careggi le super-specialità. Nell'area metropolitana occorre creare una polarità di specialistiche e professionalità che non sia solo fiorentina». A questo tema si lega l'organizzazione e il destino della Società della salute, l'altra grossa novità che caratterizzerà i prossimi anni insieme al nuovo ospedale. Attualmente, è tutto fermo: l'iter è bloccato da una sentenza della Corte costituzionale. «La Regione ha espresso la volontà di andare avanti - spiega Berti - Ci sarà la necessità di un adeguamento sotto il profilo giuridico perché in quella forma in cui è stata pensata non è più legittimata. Occorre un modello nuovo e con nuove risorse e occorrerà porsi il problema nel 2012 perché per quest'anno i giochi sono già decisi. E nel 2012 sorgerà anche un altro problema: sarà ancora garantito il fondo per la non autosufficienza che quest'anno ci è appena rientrato?»
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