Sicurezza
Tutti insieme per salvare l'ospedale
Alessandro Sisi
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La sala del consiglio invasa dalle associazioni di volontariato Le associazioni di volontariato infuriate "invadono" la Comunità montana
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SAN MARCELLO. Il sindaco di Cutigliano, Carluccio Ceccarelli, è il nuovo presidente della Comunità montana. Subentra, come da accordi presi dalla giunta dei sindaci dell'ente comunitario, alla dimissionaria Carla Strufaldi. L'investitura ufficiale è avvenuta mercoledi sera nella sala consiliare del Comune di San Marcello, ma prima della ratifica, avvenuta all'unanimità, l'assise comunitaria è stata letteralmente invasa da tutte le associazioni del volontariato che operano sulla Montagna pistoiese. Era di poche ore prima la notizia che l'Asl 3 ha prospettato la chiusura del reparto di chirurgia dell'ospedale Pacini di San Marcello: quale migliore occasione per farsi ascoltare dai sindaci di ben otto comuni, che, così, hanno per due ore dimenticato la nomina di Ceccarelli esponendo a loro volta il proprio pensiero sull'sos per il Pacini. Tutti hanno concordato un'azione comune verso la direzione generale dell'azienda sanitaria pistoiese. Tutti i sindaci, sia quelli di centrosinistra che quelli di centrodestra, hanno dimostrato una sensibilità straordinaria alla sola ipotesi della chiusura di un reparto ritenuto fondamentale per l'ospedale: una chiusura che potrebbe voler dire la fine anche dello stesso nosocomio. «L'ospedale non è un ramo secco - ha detto Carla Strufaldi nelle sue ultime parole da presidente della Comunità montana - Bene hanno fatto le associazioni del volontariato a dimostrare in questa sede la propria rabbia e il proprio stupore». L'ex sindaco dell'Abetone Giuseppe Montagna ha rincarato la dose: «Non hanno colpito gli sprechi all'interno dell'Asl, perchè tagliare San Marcello e un reparto che funziona? E' un attacco al nostro ospedale, tutti noi amministratori dobbiamo fare quadrato e respingere questa ipotesi». Carluccio Ceccarelli invece ha commentato: «Nei mesi precedenti c'erano state delle avvisaglie, tirava un vento contrario. Anche chi lavora all'interno dell'Asl deve far sentire la propria voce. Queste cose devono essere fatte presenti, anche perché siamo stati presi tutti in contropiede. A questo punto dobbiamo essere più che mai uniti e coesi». Marcello Melani, primi cittadino di Sambuca, ha aggiunto che «non è vero che quando l'Asl ci ha fatto vedere il materiale cartaceo siamo stati zitti: ci siamo fatti sentire e ci siamo tutti arrabbiati. E' una politica sbagliata quella dell'Asl. Solo venerdi sera, e per posta elettronica, siamo stati informati, avendo anche poco tempo per leggere le carte, ma posso assicurare tutte le associazioni e i cittadini che abbiamo fatto sentire la nostra rabbia». E' stato poi il turno di Claudio Gaggini, sindaco di Piteglio. «Sono esterrefatto di come l'Asl ha trattato l'argomento: poche righe riguardo l'ipotesi della chiusura senza dire il perché. Tutti gli undici comuni lunedì pomeriggio sono stati messi di fronte a questa ipotesi. Questo è un atto oltremodo scorretto, come abitanti della montagna abbiamo il diritto di partecipare alle scelte». Giampiero Danti, sindaco di Abetone, ha ripetuto il concetto espresso gia nei giorni scorsi. «Se ci viene tolto il reparto di chirurgia, in montagna non ci rimane più nulla, ci si deve far sentire per bene nelle sedi opportune». Anche i sindaci di Marliana, Pescia e Montale hanno espresso la loro contrarietà all'ipotesi di chiusura di un pezzo importante del Pacini. Tutti gli interventi hanno riscosso il plauso del presidente dell'Avis Montagna pistoiese, Gabriele Ferrari: «Ho apprezzato gli interventi dei sindaci, speriamo di riuscire a vincere tutti insieme questa battaglia che vale il futuro stesso della montagna pistoiese». In sala consiliare erano presenti anche le Pubbliche assistenze di Campo Tizzoro, Pontepetri, Bardalone e Maresca, e la Misericordia di Popiglio.
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