Il Tirreno

Pistoia

Medici ai ferri corti con la direzione Asl «Gestione arrogante»

Michele Galardini
Elicottero al pronto soccorso In alto un reparto
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Elicottero al pronto soccorso In alto un reparto

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 PISTOIA. Per l'intersindacale dei medici della Asl 3 di Pistoia, che raccoglie al suo interno tutte le sigle sindacali rappresentative della dirigenza medica, siamo arrivati ad un punto di non ritorno nei rapporti con l'azienda. I medici dicono di non farcela più a sopperire con la capacità dei singoli ad un'organizzazione generale carente e poco incline alla valorizzazione della professionalità.  Corrado Catalani (Cgil medici) ha voluto per prima cosa precisare che l'invito rivolto in questi giorni al sindaco Berti non chiedeva una presa di posizione sui contenziosi interni di natura economico-sindacale ma su una condizione generale dell'azienda della quale, come si legge nella lettera inviata dai sindacati allo stesso sindaco e pubblicata l'altro ieri, il sindaco Berti è l'unico soggetto in grado di esprimere la rappresentanza politico-sociale in tema di sanità e tutela della salute dei cittadini.  Il vero motivo della rottura riguarda la politica gestionale che da anni l'azienda porta avanti. Esempio eclatante, i tagli che a Pistoia si faranno sentire più che in altri comuni. «Il fondo stipendiale che l'azienda dovrebbe utilizzare per valorizzare la professionalità - spiegano i medici - a Pistoia è utilizzato il 15% in meno rispetto alla media regionale che, a sua volta, è di molto inferiore alla media nazionale».  Ma il vero oggetto del contendere non è la situazione economica bensì il rapporto, ormai rotto, fra l'azienda e i rappresentanti dei medici. Secondo la dottoressa Maria Benvenuti (Cgil medici) «l'azienda è gestita in modo arrogante e non partecipato con i lavoratori. Una scelta pericolosa per la qualità del servizio sanitario perché tutte le azioni intraprese dall'azienda mirano in qualche modo a declassare la sanità».  Fra gli esempi addotti dalla dottoressa, la chiusura del reparto di chirurgia a San Marcello, di uno di pediatria a Pescia e il mancato potenziamento della struttura pneumologica. Le risorse ci sono, avvertono i rappresentanti, ma non vengono volutamente utilizzate per coprire i tagli.  «Il problema - spiega Fabio Cricelli, segretario regionale Aaroi anestesisti - è che a livello regionale, a fronte dei tagli, si punta a "salvare il salvabile" e Pistoia probabilmente non rientrerà nel "salvabile", scavalcata da amministrazioni come quelle di Prato e Empoli che, al contrario di noi, stanno portando avanti una politica sanitaria».  A fronte di questa rottura molti medici, assieme ai sindacati, hanno intrapreso la via giudiziaria nei confronti dell'azienda: circa 300 medici per quanto riguarda il fondo stipendiale degli anni passati e altri 140 per problemi di organizzazione della libera professione. Per Catalani «è saltato il livello di contrattualità fra azienda e sindacati. Abbiamo cercato di aprire un tavolo di discussione con l'azienda che oltre a blindare il dialogo ha delegittimato la nostra rappresentanza sindacale».  «Vogliamo parlare con i sindaci - ha concluso Catalani - perché sul territorio è mancata una politica amministrativa».

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