Il Tirreno

Pistoia

Montale, inquinamento alle stelle

Beatrice Faragli
L’impianto inceneritore di via Tobagi
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L’impianto inceneritore di via Tobagi

A gennaio polveri sottili oltre i limiti 16 giorni su 19. Scatragli: «Ordinanze inutili»

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 MONTALE. Pessima per 15 giorni su 19 la qualità dell'aria misurata dalla centralina Arpat di via Pacinotti, a Stazione. Il bilancio sale addirittura a quota 16 se si considera il 4 gennaio, quando le Pm10 hanno toccato i 72 microgrammi per metro cubo, bollando la giornata come scadente. È stato raggiunto nel primissimo periodo dell'anno il 45% dei 35 giorni di tolleranza previsti per legge, oltre ai quali scatta il provvedimento comunale. Nel periodo che va dal 1º gennaio al 19 gennaio 2011 il livello delle polveri sottili è rimasto accettabile (inferiore cioè ai 50 microgrammi) soltanto per 3 giorni: lunedì 3, martedì 11 e mercoledì 12. Per il resto il rilevatore di Stazione ha monitorato una sfilza di sforamenti continui. Si arriva fino al valore massimo di 147 microgrammi registrato lo scorso 7 gennaio.  Insomma, la centralina Arpat sentenzia già, a nemmeno tre settimane dall'inizio del 2011, una condizione montalese critica, peggiore di quella del 2010 quando si registrò una qualità dell'aria pessima per 3 giorni e scadente per 5 giorni sui diciannove considerati. «Continuiamo a sforare e non c'è ordinanza che tenga» commenta l'assessore all'ambiente Lisa Taiti. Le misure prese a ottobre, e prolungate fino al 31 dicembre scorso, con divieto di bruciare sterpaglie, sostanze vegetali e con restrizioni all'uso dei riscaldamenti, erano state fortemente criticate dal Comitato per la chiusura dell'inceneritore di Montale che, a fine anno, aveva bollato gli sforzi dell'amministrazione come «un'autentica beffa», riportando la questione sul vero problema dell'aria montalese: l'impianto di via Tobagi.  Che i provvedimenti fossero dei semplici «palliativi» l'aveva però riconosciuto anche il sindaco David Scatragli che, oggi, aggiunge: «E' inutile che faccia ordinanze per tenere i riscaldamenti bassi avendo accanto l'area industriale di Montemurlo, l'autostrada a un chilometro in linea d'aria, e anche l'inceneritore». E ancora: «E' inutile che continui a fare questo tipo di provvedimenti se i Comuni limitrofi, Agliana, Montemurlo per primi, ma anche Pistoia e Quarrata, non si impegnano poi a fare lo stesso».  Per adesso però non c'è alcun coordinamento dall'alto, ovvero provinciale, che possa imporre ai vicini di prendere le misure dovute nel caso la centralina di via Pacinotti segnali aria pessima. A nulla, almeno per adesso, son valse le lettere mandate dal sindaco di Montale ai colleghi in cerca di un intervento unitario e coordinato. «Siamo soli» commenta la Taiti.  Il rilevatore di Stazione inoltre è classificato come "rurale" e quindi prevede soltanto determinate misure d'intervento e ne esclude altre. «Uno studio globale dell'area», è questo che richiedono Scatragli e Taiti, tramite missiva spedita a fine anno, ad Arpat, Asl e Regione. Un approfondimento che tenga in considerazione una serie di dati come la posizione di Montale, le correnti d'aria e l'impianto di via Tobagi: «Che influenza ha l'inceneritore sugli sforamenti?» chiede il sindaco.  C'è da ricordare poi che negli orientamenti del Piano interprovinciale per la gestione dei rifiuti è addirittura previsto un ampliamento del termovalorizzatore (da 150 tonnellate giornaliere a 220). «L'anno scorso abbiamo già avuto una relazione da Arpat» spiega Taiti, che precisa: «Vogliamo quindi continuare in questa direzione, vogliamo capire e andare avanti».

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