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Pistoia

La Cgil si oppone «Così sono a rischio i bisogni della gente»

La Cgil si oppone «Così sono a rischio i bisogni della gente»

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 PISTOIA. L'idea di chiudere il reparto di pediatria dell'ospedale di Pescia e quello di chirurgia di San Marcello non va assolutamente giù alla Cgil.  Duro il "no" contenuto in un documento reso pubblico ieri e firmato dalle segreterie della stessa Cgil territoriale e dei sindacati Funzione pubblica, Medici e Pensionati. La Cgil lamenta di non essere stata coinvolta in anticipo e di aver saputo tutto dalle cronache dei giornali.  «Impegni formali assunti, protocolli di relazioni sindacali sottoscritti devono essere considerati lettera morta? Se è così si dica chiaramente!».  Ma ci sono obiezioni anche nel merito. «C'è una differenza fondamentale - si legge - tra tagliare e razionalizzare». In particolare i provvedimenti annunciati dall'Asl costituiscono «una scelta assolutamente non condivisibile nel merito per le ripercussioni che essa implica sulla risposta ai bisogni dei cittadini nonché sull'organizzazione del lavoro... Non è più accettabile che le riorganizzazioni siano guidate esclusivamente dal criterio economico, pur consapevoli degli ingenti tagli imposti dalla manovra finanziaria».  «Spostare ad esempio l'attività chirurgica di San Marcello su Pistoia - argomenta il sindacato nel suo documento - significa oggi mettere in crisi una struttura, quella pistoiese, che già avrebbe bisogno di risposte per far fronte al problema delle fughe e delle liste di attesa, risposte che tardano ad arrivare da anni, mostrando scarsa attenzione ad un problema sentito dai cittadini, risposte che non possono essere soddisfatte, come si pensa di fare, esternalizzando verso strutture private, con il rischio di dequalificare le prestazioni e magari nemmeno di contenerne i costi».  Altra domanda: «Perché svuotare oggi il servizio pubblico di competenze e servizi quando il nuovo ospedale, concepito sul modello di intensità di cure, non potrà funzionare senza un territorio che risponda in maniera efficiente ed efficace?».  L'alternativa? «Razionalizzare - risponde il documento sindacale - significa innanzitutto valorizzare le risorse professionali e strumentali nonché le reti di protezione sociale, fondamentali in una crisi come quella che stiamo vivendo oggi, per portare al massimo l'efficienza del sistema e rispondere così ai bisogni dei cittadini. Noi riteniamo che ci siano ancora risorse a cui attingere all'interno del sistema. Ma è un processo che va governato e lo si dovrebbe fare con politiche partecipative che aumentino gli spazi di confronto a tutti i livelli. Ci sono le volontà e le competenze per farlo? Lasciateci nutrire qualche dubbio!».  La Cgil conclude il suo intervento chiedendo ad amministratori e politica locale di battere un colpo in materia.  «La Cgil tutta continuerà con estremo rigore a difendere il diritto fondamentale alla salute» conclude il documento.

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