Il Tirreno

Pistoia

«Iscrivetevi all'Asl dell'Emilia»

Alessandro Sisi
Il sindaco Giampiero Danti
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Il sindaco Giampiero Danti

Il provocatorio invito del primo cittadino di Abetone

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 S.MARCELLO. Non stanno mancando le reazioni alla ventilata ipotesi della chiusura del reparto di chirurgia dell'ospedale Pacini, un fulmine a ciel sereno che sta scatenando paura e sconcerto. Nella nota presentata ai sindaci della montagna si legge: revisione attività chirurgica stabilimento ospedaliero di San Marcello. Una nota che sta mandando su tutte le furie Carla Strufaldi, sindaco di San Marcello, prima a rimanere sconcertata e allibita.  Ma anche il sindaco dell'Abetone Giampiero Danti ha tuonato contro i vertici dell'azienda pistoiese. «Oramai in montagna non c'è rimasto più nulla - ha detto il sindaco Danti - dopo la chiusura dell'Apt ci cade addosso anche la possibilità della soppressione del reparto di chirurgia. Sono sconcertato. A questo punto invito caldamente tutti gli abitanti dell'Abetone ad iscriversi all'azienda sanitaria dell'Emilia Romagna, facciamo prima dal passo dell'Abetone a raggiungere Pavullo che andare fino a Pistoia».  «La montagna pistoiese è diventata una delle zone più povere d'Italia - prosegue Giampiero Danti - ve lo dice uno che per lavoro è in giro per tutti i comprensori montani, di quello che eravamo non c'è rimasto nulla, è rimasto solo un servizio, quello dei cimiteri». «Anche se è solo un'ipotesi deve essere stroncata sul nascere - ha poi aggiunto Carla Strufaldi - e ci faremo sentire in tutte le sedi, anche perché chiudere il reparto di chirurgia vuol dire uccidere l'intera montagna».  Si fa sentire anche Emiliano Bracali, presidente dell'associazione per l'ospedale Zeno Colo: «Voglio sperare che la nota sia uscita dopo un esame di bilancio, voglio sperare che sia anche una provocazione, ma se cosi non fosse, come è accaduto nel 1990, ci muoveremo in tutte le direzioni. Anche a costo di fare le barricate dobbiamo salvare il presidio ospedaliero che non è l'ospedale solo di San Marcello, ma è di tutta la montagna, anche di Pracchia che è comune di Pistoia. Abbiamo donato in questi anni di attività al Pacini oltre 400mila euro, stiamo facendo al momento una donazione di altri 30mila, ma se tutto questo è inutile si smette anche subito. Ma perché chiudere poi un reparto che funziona e che lavora anche con pazienti provenienti da Pistoia? Il presidente dell'azienda sanitaria ce lo deve spiegare, ma con quale concetto si chiude proprio la chirurgia?»  Anche il Pd montano, per bocca del suo segretario Frediano Frediani, ha rilasciato questa dichiarazione: «Consideriamo indiscutibile qualsiasi ipotesi di ridimensionamento dell'ospedale Pacini di San Marcello. A maggior ragione il servizio di chirurgia, che in questi ultimi anni non serve soltanto il bacino di utenza della montagna pistoiese, ma con gli interventi programmati è utile anche agli assistiti provenienti da Pistoia e provincia. Invitiamo pertanto la Regione Toscana a considerare irricevibile tale ipotesi paventata dall'Asl di Pistoia. Siamo consapevoli delle difficoltà in cui si trovano tutti gli enti per le ristrettezze economiche dovute a responsabilità a loro non riconducibili, ma non condividiamo assolutamente che si intervenga con i tagli di servizi in realtà periferiche come la montagna, che già subiscono in modo devastante gli effetti della crisi generale del Paese».

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