Il Tirreno

Pistoia

Partono 400 vertenze dei precari

Francesco Albonetti
Partono 400 vertenze dei precari

Hanno tempo fino a domenica per impugnare i contratti a termine

3 MINUTI DI LETTURA





 PISTOIA. All'ufficio vertenze della Cgil, in via Puccini, c'è la fila. Sono oltre 900 le pratiche in corso, quasi la metà delle quali, esattamente 401 alla data di ieri, riguarda le impugnazioni dei contratti retroattivi di precariato: a termine, a progetto, i cocopro e i cosiddetti contratti somministrati. Sollecitati dal sindacato, un esercito di questi lavoratori ha fatto causa al proprio datore di lavoro - precedente o del quale sono ancora dipendenti - come previsto dal "collegato lavoro" del 24 novembre. Per poter fare una vertenza, in base a questo collegato della legge 183, i precati hanno tempo sessanta giorni, altrimenti perdono questa importante possibilità. La scadenza è quindi fissata per il 24 gennaio, lunedì prossima. Sarà un giudice del lavoro a emettere la sentenza, a pronunciarsi sull'eventuale diritto a un tempo indeterminato per il lavoratore.  Nella provincia di Pistoia il dato parziale, cioé alla giornata di ieri, vede ben 401 lavoratori impegnati in questa maxi-vertenza col sostegno della Cgil. Come evidenzia la tabella a fianco, è impressionante la proporzione dei precari della scuola rispetto agli altri: 250, cioé oltre la metà e quasi il doppio della somma degli altri settori. In questo caso, la controparte da portare in tribunale è il ministero della Pubblica istruzione. Una vera e propria class action, maestri, docenti e non docenti che per anni (qualcuni anche decenni) hanno insegnato od occupato altre mansioni e non hanno più la possibilità di rinnovare il contratto. E che adesso auspicano una cattedra stabile. Dovranno spedire entro domenica una raccomandata indirizzata al ministero per rivalersi sui contratti interrotti nei mesi e negli anni passati. E se ora stanno insegnando, a quel punto aspetteranno la fine del contratto a luglio per impugnare tutto entro 60 giorni previsti dalla legge 183 dell'anno scorso sul "collegato lavoro". Dopodiché, prenderanno corpo i ricorsi ed entro 270 giorni si potrà andare al cospetto di un giudice del lavoro.  Non solo scuola. La situazione di precari è trasversale a tutte le categorie e la provincia di Pistoia non differisce rispetto alle altre. Al secondo posto di questa speciale classifica delle vertenze intentate dai precari, c'è il commercio: 73 vertenze in negozi, supermercati e alberghi, 54 dei quali nella zona pistoiese. Seguono le 22 vertenze nella comunicazione, un settore che comprende i call center, ma anche gli uffici postali.  E' la volta poi dei metalmeccanici, con 19 cause al giudice del lavoro, di cui 15 a Pistoia. Proprio 15 sono i lavoratori a contratto che hanno fatto vertenza nel settore della funzione pubblica, tutti nella zona pistoiese. Una categoria che comprende gli enti locali, ma anche gli uffici che dipendono dallo Stato. Seguono i trasporti con 10 vertenze, l'edilizia con 7, il tessile 3 e un caso anche nella chimica.  «Le vertenze fino a domenica aumenteranno sicuramente su queste scrivanie - dice Luana Del Bino che guida questo animato ufficio della Camera del lavoro - già stamattina me ne sono arrivate altre due. Il numero delle cause nella scuola è davvero considerevole, ma la precarietà riguarda un po' tutti i settori. I contratti più comuni che rientrano in questa grande vertenza sono quelli a termine, a progetto ed anche quelli somministrati, ovvero quelli dove il lavoratore passa attraverso un'agenzia interinale per essere utilizzato in altre aziende per uno-due mesi, spesso svolgendo però mansioni diverse da quelle per il quale è stato assunto».  Prima che venisse fuori il collegato lavoro della legge 183, spiega la sindacalista Cgil, «i lavoratori non avevano un termine e potevano rinnovare i contratti a tempo indeterminato in attesa d un'assunzione entro cinque anni. per questo, anche in situazioni irregolari non facevano vertenze perché il dipendente contava di essere assunto e spesso gli andava bene. Adesso c'è questa scadenza, passata la quale non si possono più impugnare i contratti pregressi. In pratica il collegato alla legge 183 mette i lavoratori con le spalle al muro costringendoli a una scelta rapida».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa